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Faccio sempre gli stessi errori, perchè?

martedì 16 giugno 2015

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L’uomo sbagliato, l’amico approfittatore, il lavoro che opprime: quando ci ricaschi non combattere ma guarda dentro di te: e se quegli errori li cercassi tu?

Se un problema si ripresenta come una costante nella nostra vita, è inutile lamentarsi e prendersela con la sfortuna o con il destino cinico e baro. Anzi, la cosa migliore è agire in senso contrario ribaltando la prospettiva: siamo proprio noi, inconsapevolmente, a cercare quel problema! Possibile? Si, perché la nostra anima ci orienta sempre verso la direzione in cui è nascosta la nostra vera identità e solo incontrandola possiamo utilizzare tutte le energie interiori che fino ad oggi non abbiamo sfruttato e realizzare noi stessi. Se dunque la nostra identità si cela proprio in quello sbaglio, è lì che l’anima, inesorabilmente ci porta, fino a che non apriamo bene gli occhi… “Quando potrò finalmente essere felice?” ripetono molte persone, rinviando all’infinito il benessere. Ad esempio Chiara si lamenta delle sue relazioni, sempre sbagliate, che la fanno soffrire,: “Sono troppo generosa, do tutta me stessa, faccio ogni cosa per loro, li amo alla follia e loro invece...finiscono sempre a letto con un’altra!”. È un caso o c’è un senso se incontra solo dei “Casanova”? Non è un caso…

Se ritorna…non è per caso!
Le persone convinte di non poter essere felici fino a quando non avranno risolto “il loro problema” incontreranno continuamente casi simili, cercando “di chi è la colpa” e innescando così conflitti interminabili che avvelenano l’esistenza. Il grande psicanalista James Hillman diceva: “In un certo senso desideriamo i nostri problemi, ne siamo innamorati nella stessa misura in cui vorremmo liberarcene”. Impossibile? Eppure proprio quando sembra che le cose vadano meglio, capita che siamo proprio noi ad “andarcela a cercare”, ed ecco la ricaduta. Uno dei casi più evidenti è quello delle coppie in cui ci si lascia e ci si riprende a ripetizione: “Basta, non ce la faccio più! Lo lascio!”. Passa una settimana ed ecco la telefonata riparatrice. “So che non cambierà mai, che mi farà soffrire. Ma senza di lui non riesco a stare”. Da una parte vorresti liberartene perché ti fa soffrire, ma nello stesso tempo non puoi farne a meno, e appena si allontana lo insegui. Ma perché allora rincorriamo i problemi? La risposta è importante: perché l’anima sa che proprio lì si nasconde qualcosa di essenziale per la nostra esistenza, sa che quel problema racchiude una parte di noi che ha bisogno di essere conosciuta, che magari facciamo fatica ad accettare. Si tratta di una componente fondamentale del tuo carattere con cui hai un conflitto che chiede di essere accolta e ascoltata. Preme da dentro e orienta la vita, mandandoti continuamente in direzioni che ti appartengono, anche se ti fanno soffrire.

Dare voce al proprio sè
Numerose testimonianze di persone che soffrivano affermano che dopo aver riconosciuto “il vero nucleo del problema” che non era altro che interno a se stesse, hanno preso maggior consapevolezza di sé: “ Da quando ho capito che in amore voglio essere io quella che dipende - racconta Viola - ho smesso di cadere come una stupida tra le braccia di uomini che poi si approfittavano di me e della mia buona posizione economica. Ora so distinguere l’uomo…da un parassita!”. Quel che Viola ha compreso è che la persona con la quale il “problema ricorrente” si presenta in realtà non c’entra per niente con quel problema; la lotta è tutta fra te e un lato della tua personalità che neghi ma che ti appartiene e tu “usi” l’altra persona per mettere “in scena” il tuo conflitto! Se tutto questo è vero, vuol dire che gli ostacoli sono preziosi, che ne hai bisogno e che sei proprio tu a cercarli perché lì si celano quelle energie e capacità che aspettano solo di essere scoperte e sviluppate.

I benefici effetti del sale rosa dell'Himalaya

lunedì 20 aprile 2015

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Grotta di sale

Il Giardino di Sale è la prima Grotta di Sale Professionale a Bologna con un dispositivo medico che possiede i requisiti Europei di qualità secondo la direttiva CE 93/42 EEC e la struttura completamente rivestita da Sale Rosa Himalayano naturale certificato, in grado di generare un benessere fisico e mentale.


Il progetto della “Grotta di Sale” è studiata e applicata da illustri medici, come in Inghilterra, dove è stato realizzato un progetto sulla BPCO, riconosciuto dalla Sanità Nazionale (NHS) e mutuabile.

Il dispositivo controlla un impianto di aspirazione per il ricambio d’aria e sterilizzazione dell’ambiente, tra una sessione e l’altra, fornito di un sensore laser che è in grado di misurare 300 volte al minuto il microclima che si ricrea all’interno della Grotta, quindi, l’umidità, la temperatura e le particelle immesse all’interno della stessa.

Il dispositivo medico lavora durante tutto il periodo della sessione per mantenere vivi gli ioni negativi.

Diversi studi hanno dimostrato che la forte esposizione agli ioni positivi nel nostro quotidiano (come cellulari, computer, televisione), oltre all’ inquinamento atmosferico, batteriologico, fumo passivo, pollini, predispongono all’ insorgenza di patologie acute e croniche.

Creando artificialmente nell’aria una ionizzazione negativa, sperimentazione eseguita in alcuni luoghi di lavoro, si è riscontrato una notevole riduzione delle malattie da raffreddamento, quindi, un miglioramento della qualità della vita personale e lavorativa.

Sembrerebbe, quindi, che il deficit di ioni negativi sia un fattore determinante per la mancanza di capacità di concentrazione, di rendimento e che esso sia una delle cause che scatenano disturbi psico-somatici. In caso di mancanza di piccoli ioni negativi favorevoli dal punto di vista bioclimatico, i grandi ioni raggiungono le vie respiratorie.

L’ideale sarebbe comunque poter soggiornare in ambienti correttamente ionizzati. Gli ioni, positivi e negativi, sono nell’aria che respiriamo, ma non tutti sono benefici. Cefalee, irritazioni, allergie, molto spesso sono causate da un’atmosfera molto inquinata: fumo, radioattività, polvere, batteri, virus sono compagni molto graditi agli ioni positivi.
Benefiche invece le molecole d’ossigeno degli ioni negativi (i valori vanno letti al contrario del loro significato originale: positivi = no, negativi = si).

Gli Ioni Negativi puliscono l’aria, favoriscono la concentrazione e il benessere fisico,
costituiscono il meccanismo di pulizia naturale del corpo.


Gli effetti benefici

- Minor tendenza a raffreddori ed influenze.

- Miglioramento del sonno, meditazione e rilassamento.

- Aumento della capacità polmonare.

- Aumento dell’utilizzo delle vitamine B e C.

- Sollievo da allergie e febbre da fieno.

- Sollievo da emicranie.

- Sollievo delle vie respiratorie e del naso.

- Riduzione di intensità degli attacchi d’asma.

- Miglioramento del sistema immunitario.

- Sollievo dal disagio causato da un eccesso di serotonina (“ormone del buon umore” quando il tasso di serotonina nel sangue sale ci si sente nervosi, tesi, depressi) e stamina nell’organismo.

- Sollievo da gola irritata, tosse bronchiale, nausea.

- Normalizzazione di squilibri ormonali.

- Diminuzione dell’irritabilità, depressione e tensione.

- Aumento dell’attenzione.

- Aumento della produttività lavorativa.

- Miglioramento della concentrazione.

- Funzionamento più efficace di tutto l’organismo.

  • Indirizzo: Via Bondi 3 d-e - Bologna
    Telefono: 051 0950383
    E-Mail: info@ilgiardinodisale.com

Per il servizio naturopatico sono presente presso il Giardino del Sale previo appuntamento da fissare al centro.
- Antonella CromoBologna -

L'energia delle emozioni

martedì 14 aprile 2015

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La Medicina Tradizionale Cinese considera che tutte le malattie e le sofferenze fisiche di origine interna nascono dallo squilibrio delle emozioni.


Il Taoismo, la cui filosofia è alla base dell’energetica cinese, individua cinque emozioni primarie collegandole ai principali organi interni: la gioia al Cuore, la collera al Fegato, la paura al Rene, la tristezza al Polmone, il pensiero ansioso alla Milza.

Questa classificazione non è arbitraria, le emozioni si manifestano nel corpo in maniera fisiologica essendo necessarie alla vita e all'equilibrio degli organi stessi, ma possono manifestarsi in maniera patologica creando degli squilibri:
  • il Cuore si apre in un clima gioioso, ma la troppa gioia fa palpitare il Cuore e sconvolge il plesso solare;
  • la collera può essere una valvola di sicurezza per salvaguardare l’integrità del Fegato, ma la rabbia in eccesso lo danneggia;
  • la paura ci stimola ad agire con prudenza conservando l’energia nei Reni, ma se sproporzionata e irragionevole provoca una perdita di liquidi e di energia essenziale;
  • la tristezza favorisce l’interiorizzazione e la sensibilità percettiva utili al Polmone, ma l’eccesso o la mancanza di pianto blocca il petto e intasa le vie respiratorie;
  • la riflessione è necessaria alla Milza per dare forma ai pensieri, ma l’eccesso di preoccupazione provoca disturbi allo stomaco.
Non ci sono quindi emozioni negative in sé, ognuna ha la sua funzione nel garantire e favorire la vita, sono le emozioni eccessive o cronicamente trattenute che fanno nascere le patologie.

L’attività emotiva è vista come una normale risposta fisiologica agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno. Entro i limiti normali, le emozioni non causano alcuna malattia o debolezza nel corpo. Tuttavia, quando le emozioni diventano così potenti da diventare incontrollabili, tanto da sopraffare o possedere la persona, allora possono provocare gravi lesioni agli organi interni e aprire la porta alla malattia. Non è l’intensità quanto la durata prolungata o un’emozione estrema, che provocano danni.

Mentre i medici occidentali tendono a sottolineare gli aspetti psicologici dei disturbi psicosomatici, il danno patologico agli organi interni è molto reale ed è di primaria importanza per la guarigione.

Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) si parla di sette emozioni:
  1. Gioia
  2. Rabbia
  3. Ansia
  4. Rimuginazione
  5. Dolore
  6. Paura
  7. Spavento

Gioia

La gioia si riferisce ad uno stato di agitazione o di sovreccitazione.
Quando si è troppo gioiosi, si disperde lo spirito che non può più essere conservato, afferma il Lingshu (L’Asse Vitale). Tuttavia, in MTC, la gioia si riferisce a uno stato di agitazione o di sovreccitazione (euforia), piuttosto che al concetto più passivo di appagamento profondo. L’organo più colpito è il cuore.
La superstimolazione può portare a problemi di fuoco di cuore, connesso con sintomi quali sensazioni di agitazione, insonnia e palpitazioni.

Rabbia

La rabbia potrebbe portare alla pressione sanguigna elevata. La rabbia, come descritto dalla MTC, copre l’intera gamma delle emozioni correlate, ivi compresi risentimento, irritabilità e frustrazione.
Una stasi di sangue rende la persona incline all’ira. La rabbia sarà quindi in grado di influenzare il fegato, con conseguente stagnazione del suo Qi. Questo può portare alla risalita dell’energia del fegato alla testa, con conseguente cefalea, vertigini e altri sintomi. Nel lungo periodo può portare a pressione alta e può causare problemi allostomaco e alla milza.
È comunemente osservato che le persone rubiconde, “sanguigne”, con il viso arrossato, sono più inclini di altre a improvvisi attacchi di collera alla minima provocazione.

Ansia

L’ansia può bloccare il Qi manifestandosi rapidamente con la respirazione superficiale. Quando ci si sente in ansia, il Qi si blocca e non si muove.
L’Ansia ferisce i polmoni, che controllano il Qi attraverso la respirazione. I sintomi più comuni di ansia estrema sono la ritenzione del respiro, la respirazione poco profonda e irregolare. La mancanza di respiro sperimentato durante i periodi di ansia è comune a tutti. L’ Ansia ferisce anche l’organo accoppiato ai polmoni, il grosso intestino. Ad esempio, le persone iper-ansiose sono inclini alla colite ulcerosa.

Rimuginazione

Troppo stimlo intellettuale può causare pensosità.
In MTC, la pensosità o la concentrazione sono considerate il risultato del pensare troppo o di un’eccessiva stimolazione mentale ed intellettuale. Qualsiasi attività che comporti un eccessivo sforzo mentale, può comportare il rischio di causare disarmonia.
L’organo più direttamente a rischio è la milza. Questo può portare a un deficit di Qi di milza, causando a sua volta preoccupazione e conseguente affaticamento, letargia, e incapacità di concentrarsi.

Dolore

Il dolore che rimane irrisolto è in grado di creare disarmonia nei polmoni. I polmoni sono più direttamente coinvolti da questa emozione.
Una espressione normale e sana del dolore può essere espressa in forma di singhiozzi, che originano nel profondo dei polmoni – respiro profondo ed espulsione dell’aria con il singhiozzo.
Tuttavia il dolore che rimane irrisolto e diventa cronico, è in grado di creare disarmonia nei polmoni, indebolendo il suo qi. Questo a sua volta può interferire con la funzione del polmone, di far circolare il Qi nel corpo.

Paura

La paura che non può essere espressa rischia di portare alla disarmonia nei reni. La paura è un’emozione umana normale e adattativa umana. Ma quando diventa cronica e la causa non può essere individuata e risolta, allora è probabile che porti alla disarmonia.
Gli organi più a rischio sono i reni. In caso di estrema paura, la capacità del rene di trattenere il Qi, può essere compromessa portando alla minzione involontaria. Questo può essere un problema particolare per i bambini.

Spavento

Lo spavento è un’altra emozione non specificamente correlata ad un solo organo.
Si distingue dalla paura per la sua natura improvvisa e inaspettata.
Lo spavento colpisce principalmente il cuore, soprattutto nelle fasi iniziali, ma se persiste per un certo tempo, diventa paura e si sposta ai reni.

Quindi se avete problemi digestivi, respiratori, etc probabilmente vi riconoscerete nell’emozione ad essi associata. Le emozioni fanno parte della vita dell’essere umano e sono perfettamente naturali. Quando però accade l’identificazione con le storie della mente e agli stati emotivi, allora questi che sono oggetti che passano nella Coscienza diventano un soggetto che cresce a dismisura esponenzialmente creando squilibri nella nostra vita e nelle persone attorno a noi. Quando ritorna ad essere chiaro chi è il soggetto (Coscienza) e l’oggetto (emozioni, pensieri) allora tutto riacquista il naturale equilibrio.
- from: Dionidrem -

Superdifese con la noce moscata

martedì 24 febbraio 2015

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Questa spezia di origine indonesiana sollecita le difese e apporta benefici anche all’intestino, con un’azione antinfiammatoria su tutto il corpo.


La Myristica fragrans è un albero tropicale i cui frutti simili alle albicocche, una volta maturi, si spaccano in due svelando al loro interno una noce purpurea da cui si estrae l’olio essenziale di noce moscata. Esportata dagli arabi e originaria delle isole Molucche e dell’Indonesia, questa spezia fu motivo di conflitti in Occidente ove le principali potenze cercarono di aggiudicarsene il monopolio; il suo aroma esotico e inebriante conquistò anche Paracelso che, in epoca barocca, se ne servì per creare il cosiddetto “balsamo nervale”, un unguento usato contro l’astenia fisica. La noce moscata, che oggi viene largamente impiegata in ambito culinario , è in realtà anche una pianta “medicinale”, dalle notevoli proprietà stimolanti, carminative, sedative e immunostimolanti. Per questo può essere una valida risorsa curativa soprattutto a febbraio, quando l’organismo spesso si ritrova “scarico” di difese e pieno di metaboliti e tossine accumulati durante la lunga pausa invernale: il consiglio è di aggiungerla come condimento sui cibi dolci e salati, grattugiandola al momento. Ma anche l’olio estratto dalla noce moscata può essere un valido supporto grazie alle sue proprietà: diffuso negli ambienti combatte le infezioni delle vie aeree e versato sulla spugna (2 gocce), sotto la doccia riattiva le difese della pelle e dissolve anche i dolori ossei tipici dell’influenza.

Combatte i virus gastrointestinali
Le virtù terapeutiche della noce moscata agiscono in modo positivo anche su tutto l’apparato gastrointestinale, che spesso viene coinvolto dal contagio virale: un pizzico di spezia stimola la digestione ma calma anche nausea e vomito, apportando benefici in caso di infezioni dell’apparato digerente. In questi casi si consiglia anche di aggiungere una grattugiata di noce moscata allo yogurt naturale del mattino, in modo da fare scorta sia di probiotici che di sostanze disinfettanti. Bisogna, però, usare questa spezia con parsimonia, non eccedendo con le dosi poiché potrebbe risultare eccessivamente stimolante per il sistema nervoso.

Con “lei” prepari un infuso antivirale
Le proprietà carminative della noce moscata si rivelano utili nei casi di fermentazione intestinale e patologie virali che coinvolgono il tratto digerente. In questi casi si usa come infuso. Aggiungi una spolverata di noce moscata appena grattugiata a un cucchiaino di menta piperita (foglie essiccate) e uno di radice di zenzero grattugiata; lascia in infusione 5 minuti, filtra e bevi.

Utile anche per il massaggio
Quando stanchezza, rigidità e affaticamento muscolare ti espongono a strappi e indolenzimento dei tessuti, un massaggio con olio essenziale di noce moscata può tonificare i tuoi muscoli arrecandoti sollievo. Versa 8 gocce del suo olio a in 250 ml di olio di arnica e friziona le zone dolenti effettuando un massaggio circolare due volte al dì.
- from: Riza.it -

Leggere

sabato 3 gennaio 2015

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In nome del padre e della madre. Il legame archetipico tra famiglia e malattia.


Che cos'è la malattia e perché si scatena?

La nuova medicina di Hamer ne ha descritto il decorso e l’innesco dal punto di vista biologico, ma l’essere umano non è solo biologia: è anche e soprattutto psiche. La malattia è sicuramente la soluzione biologica di un conflitto psichico, come afferma la nuova medicina, però essa prende il sopravvento solo quando non possiamo attingere a ciò che ha fondato l’umanità, a ciò che l’ha differenziata per sempre dall'animale esclusivamente biologico che era stata fino ad allora. Sono infatti lo psichismo, la cultura e la creatività a contraddistinguere l’essere umano rispetto a tutte le altre specie.

Insieme alla biologia e a tutto il suo repertorio di soluzioni, la trasmissione ereditaria consegna anche questa tappa fondamentale dell’evoluzione – la scoperta della psiche – perché è stata la più vincente e significativa del nostro percorso. Insieme all'archetipo biologico, dunque, la vita trasmette anche l’archetipo psichico.
Questa risorsa fondamentale viene spesso offuscata o repressa dal modello genealogico che ogni famiglia trasmette ai suoi membri nel susseguirsi delle generazioni.

L’archetipo psichico diventa così un anelito a cui si tende per la propria realizzazione e autenticità, impedite dalla fedeltà inconscia al modello psicogenealogico. Ciò innesca una lotta interiore che deve necessariamente trovare una soluzione: di ciò si incarica quella parte di noi che ha più storia e repertorio di soluzioni alle spalle, la biologia, che interviene però con i suoi mezzi e secondo le sue proprie ragioni – come ha ben dimostrato la nuova medicina. Quello che fa pendere la bilancia da una parte o dall'altra è il sistema familiare, che detta obblighi e divieti di base: l’obbligo di essere una donna o un uomo in un certo particolare modo; il divieto di essere quello che siamo. Questo codice di legge familiare nega e offusca l’autenticità, che altro non è se non la libera espressione dell’archetipo psico-antropologico, che ci costituisce tanto quanto quello biologico. La malattia è dunque il ricorso forzato alla biologia in carenza di archetipo psichico, a causa di una fedeltà inconscia al modello psicogenealogico trasmesso dalla famiglia.

In nome del padre e della madre – Il legame archetipico tra famiglia e malattia indaga ed esplicita tutto questo percorso:

volume I: L’invenzione del padre (origine dell’archetipo biologico e dell’archetipo psichico);
volume II: Contratti firmati col sangue – Il sistema transgenerazionale della famiglia (struttura del modello psicogenealogico familiare);
volume III: Acqua e aria, madre e padre, maschile e femminile – I conflitti biologici come conflitti psicogenealogici (decodificazione psicogenealogica del sintomo).

VOLUME I
L’invenzione del padre

Il primo libro della trilogia dedicata al legame tra famiglia e malattia tratta della nascita di ciò che ci accomuna tutti: come si sono formati ed evoluti il nostro corpo e il nostro cervello – l’archetipo biologico – e come e quando è nata la nostra specificità di esseri pensanti e parlanti, quella che ci differenzia da ogni altra specie – l’archetipo psico-antropologico. La biologia fornisce le migliori risposte ai conflitti che viviamo in base alle soluzioni che ha repertoriato nel corso della sua lunga storia, così come fa la nostra componente psichica, che è però molto più recente ed è inoltre inficiata dalle trasmissioni familiari che si codificano nel corso delle generazioni. La nascita dell’umanità – l’invenzione della psiche – corrisponde alla nascita del padre “responsabile”: una figura completamente ignota alla natura, la quale conosce solo padri biologici che non si occupano dei figli né hanno legami stabili con la femmina.

Col padre nasce anche un rapporto tra uomo e donna che si sostituisce a quello tra maschile e femminile proprio della biologia: nasce la coppia monogamica – anche questa sconosciuta alla natura – e nasce anche la famiglia. Il figlio diventa l’esito di un triangolo edipico – non è più figlio della sola madre – e il maschile e il femminile acquisiscono così un significato in termini genealogici, oltre che archetipici. La successione delle generazioni si struttura in un modello che spesso offusca la grande risorsa costituita da ciò che ha fondato la stessa umanità e il suo successo evolutivo: la creatività, lo psichismo e la parola – vale a dire l’archetipo psichico. Questo diventa un anelito a cui ciascuno tende per la propria realizzazione e autenticità, impedite però dalla fedeltà inconscia al modello genealogico-familiare. Ciò innesca una lotta interiore che deve necessariamente trovare una soluzione: di ciò si incarica quella parte di noi che ha più storia e repertorio di soluzioni alle spalle, la biologia, che interviene con i suoi mezzi e secondo le sue proprie ragioni – come ha ben dimostrato la nuova medicina. La malattia è dunque il ricorso forzato alla biologia in carenza di archetipo psichico, a causa di una fedeltà inconscia al modello psicogenealogico trasmesso dalla famiglia.

Il libro compie inoltre una ricognizione sul fondamento della mitologia culturale, in quanto esito della scoperta della psiche e della sua strutturazione in archetipo. Per le prime culture era necessario proteggere al massimo questa invenzione, collegata alla funzione genitoriale del padre, in quanto aveva strappato l’essere umano all'animalità e costituito il suo successo evolutivo. Di qui origina il patriarcato e la denigrazione-sottomissione del femminile che caratterizza la quasi totalità dei miti fondatori e delle prime civiltà. Un’analisi della Genesi da questo punto di vista ne costituisce il perno, perché la Bibbia è forse l’esempio più significativo della necessità propria delle prime culture di trasmettere la nuova funzione paterna e di evitare la regressione all'istinto e all'animalità, sancito dal quinto versetto dei Dieci Comandamenti, là dove Dio padre si presenta e riassume ciò di cui tratta alla fin fine il Libro: gli errori dei padri si trasmettono su tre o quattro generazioni.

VOLUME II
Come ci condiziona il Modello Familiare
Il sistema transgenerazionale della famiglia

Ogni individuo è costruito dalla sua famiglia tramite linee di trasmissione che gli conferiscono un’appartenenza biologica, antropologica e genealogica al contempo. Biologia e antropologia sono archetipi collettivi che la genealogia fonde e spesso confonde con se stessa, originando un modello cui ciascun individuo deve attenersi a causa del debito di riconoscenza che lega ciascuno ai suoi genitori (perché ci creano e ci accudiscono, ci originano e ci portano a maturità). Questo modello offusca la grande risorsa costituita da ciò che ha fondato la stessa umanità e il suo successo evolutivo: la creatività, lo psichismo e la parola – vale a dire l’archetipo psichico – che diventa così un anelito a cui ciascuno tende per la propria realizzazione, che si scontra col modello psicogenealogico a cui tutti siamo inconsciamente fedeli.

Il secondo libro della trilogia dedicata al legame tra famiglia e malattia tratta del suo funzionamento come sistema che si consolida su un ciclo di tre o quattro generazioni, andando a originare quel modello di maschile e di femminile che impedisce la libera espressione dell’autenticità individuale. Si tratta di teoria e pratica sistemico-relazionale della famiglia dal punto di vista transgenerazionale, volta a evidenziare le leggi e i codici sui quali si strutturano le trasmissioni che costruiscono un individuo: i ruoli e i contratti di relazione che legano una generazione all'altra e a tutte le altre, il modello psicogenealogico cui ciascun individuo sempre si attiene, spesso a suo scapito. Partendo dall'analisi del sottosistema della fratellanza e definendo i ruoli di primogenito, secondogenito, terzogenito, ecc., mettendone in risalto i vincoli sistemici di appartenenza e l’identità proiettiva assegnata loro dai genitori, in base ai loro propri vincoli e proiezioni da parte dei loro propri genitori, che a loro volta li hanno ricevuti dai loro in un processo proiettivo che incede a ritroso fino ai nonni e ai bisnonni, il libro si costituisce come un vero e proprio trattato di psicologia sistemica relazionale transgenerazionale svolto su quattro generazioni, corredato e supportato da un ampio spettro di esempi derivati da circa vent’anni di lavoro pratico e clinico.

VOLUME III
Acqua e aria, madre e padre, maschile e femminile
I conflitti biologici come conflitti psicogenealogici

La vita nasce nell'acqua e si evolve nell'aria, oggi come milioni di anni fa. L’essere primordiale è passato dall'acqua degli oceani ancestrali alle terre emerse e all'aria, così come ancora oggi tutti passiamo dalle acque fetali della madre all'aria del padre. Nell'acqua la riproduzione avveniva per partenogenesi, ovvero per duplicazione cellulare; con l’approdo all'aria si origina invece la differenziazione sessuale in femminile e maschile. L’acqua conosceva solo la madre, dunque, mentre l’aria origina il padre. L’encefalo ha seguito una linea evolutiva parallela: nell'acqua e nel primissimo approdo all'aria il cervello era costituito dal tronco cerebrale e dal cervelletto: il paleoencefalo; con l’aria si sviluppano il midollo e la corteccia cerebrale: il neoencefalo

L’ontogenesi ricapitola la filogenesi: prima nasce il foglietto embrionale interno – l’endoderma – e poi quello esterno – l’ectoderma – con il foglietto medio tra i due: il mesoderma antico (collegato all’endoderma) e quello recente (collegato all’ectoderma). Il paleoncefalo controlla e innerva tutti gli organi derivati dall'endoderma e dal mesoderma antico; il neoencefalo quelli derivati dall'ectoderma e dal mesoderma recente. Se l’acqua conosceva solo il femminile e il paleoencefalo, l’aria sviluppa il neoencefalo e il maschile. Così tutti gli organi derivati dal foglietto embrionale interno e medio antico – apparato digerente-escretore, reni, gonadi, derma, pericardio, peritoneo, pleura, ecc., controllati dal paleoencefalo (tronco cerebrale e cervelletto) – sono di matrice acquatica e dunque femminile. Gli organi originati dal foglietto embrionale esterno e medio recente invece – ossa, muscoli, tendini, cartilagini, midollo osseo, sistema nervoso, epidermide, bronchi, dotti vari, coronarie, cuore, ecc., controllati dal neoencefalo (midollo e corteccia cerebrale) – sono di matrice aerea e quindi maschili. I primi sono “madre” e i secondi “padre”. Ogni problematica inerente questi organi si può dunque classificare come maschile o femminile.

Così i conflitti codificati da Hamer – boccone, autodifesa, autosvalutazione, territorio, separazione – che innescano quella soluzione biologica speciale sensata chiamata malattia, diventano in realtà i prodotti di un conflitto primario col femminile o col maschile, il quale li ingenera proprio in virtù della loro caratterizzazione di genere. Gli organi designati alla metabolizzazione di un conflitto, di conseguenza, non solo non sono casuali perché sono dotati di una matrice embrionale e di un’afferenza cerebrale specifiche, ma sono selezionati in virtù della loro pertinenza “acquatica” femminile o “aerea” maschile. L’ultimo libro della trilogia dedicata al legame tra famiglia e malattia tratta dell’archetipo biologico e dei suoi legami con il sistema familiare transgenealogico, il quale detta un codice preciso di regole cui attenersi per essere uomini e donne, maschi e femmine. Dopo aver specificato la matrice embrionale e le afferenze cerebrali dei singoli organi – così come la nuova medicina di Hamer ha evidenziato – il testo assegna ciascun organo e sintomo alla linea materna e paterna (maschile o femminile) di provenienza, andando così a fondersi con la psicogenealogia sistemica esposta nel libro precedente. Costituendosi nella seconda parte come un dizionario della malattia redatto alla luce della sistemica transgenerazionale della famiglia, all'interno del quale appaiono i conflitti biologici della nuova medicina e i quelli che li originano a livello familiare, il testo diventa anche uno strumento diagnostico fondamentale per capire che le ragioni dei nostri malesseri derivano sempre dal modello di maschile e di femminile che la famiglia ci consegna. Un modello che offusca quel fondamento archetipico che costituisce l’unico ed efficace orizzonte di senso per l’espressione della nostra autenticità, e dunque per la libertà di essere quello che davvero siamo: maschi e femmine finalmente liberi di essere uomini e donne.


Il gioco - Le leggi naturali governano il caso


Manfred Eigen, Premio Nobel per la chimica nel 1967, e la sua collaboratrice Ruthild Winkler hanno voluto con questo libro uscire allo scoperto, esponendo in una trattazione complessa ma comprensibile per ogni lettore veramente interessato una teoria molto audace, basata su ricerche e scoperte di Eigen stesso e di altri (come per esempio Thom e Prigogine) che in questi ultimi anni sono al centro dell’attenzione degli scienziati, anche se non sempre sono filtrate al di fuori della loro cerchia. Questa teoria ha come perno la nozione di gioco: e non già in una o più delle innumerevoli accezioni della parola, ma in tutte, con l’aggiunta di una ulteriore accezione che sottende tutte le altre: il gioco come struttura intelligibile emergente dal divenire caotico, quindi come fenomeno «che ha guidato fin dall'inizio il corso dell’Universo». Gioco, in questo libro, è dunque un «fenomeno naturale», non specificamente umano. I giochi che noi tutti giochiamo sono soltanto la schiuma variegata di un flutto immane di altri giochi, che reggono la natura stessa. Tutto questo apparirà subito affascinante a chiunque, ma con la stessa immediatezza chiunque si porrà la domanda: come sarà possibile tramutare questa bella immagine in osservazione scientifica? Ora, una delle qualità eminenti di questo libro è appunto la estrema concretezza, la sorprendente capacità di applicare la teoria agli ambiti più diversi, di mostrare il gioco in azione ai livelli più lontani della realtà. In queste pagine si troveranno contributi oggettivi altamente specifici, e insieme collegati a una sola teoria generale, nei seguenti campi: teoria dell’evoluzione, economia, demografia, termodinamica dei processi lontani dall'equilibrio, teoria dell’informazione, ecologia, fisica delle particelle elementari, linguistica, musicologia. Non solo: Eigen e Winkler accompagnano questa loro teoria del gioco, cosmica e avvolgente, con la presentazione di una serie di giochi che ciascun lettore potrà giocare: questi giochi permetteranno di constatare in qual senso fenomenologie parallele (la crescita, l’evoluzione, l’equilibrio, la struttura degli acidi nucleici, il codice genetico) sono la conseguenza di caso (cieco) e regole (intelligibili). Via via che si procede nella spirale di questo libro, apparirà in evidenza come la categoria gioco sia in grado di offrire un’analisi più ricca della natura rispetto alla più antiquata (e finora dominante) descrizione in termini di legge (sia pure probabilistica), in quanto riesce a dar conto dell’alternarsi di regolarità e casualità negli eventi – e si avvicina così all'antico sogno di una visione unificata della natura.
- Antonella CromoBologna -

L'olio vegetale per massaggiare il bambino

martedì 18 novembre 2014

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La sostanza più adeguata che si possa usare per massaggiare il bambino è un olio vegetale (derivante semi, frutti, noccioli, erbe), spremuto a freddo, senza profumazioni. Gli olii spremuti a freddo conservano infatti le loro proprietà benefiche (mantenendo alti livelli di vitamine e calcio che andrebbero invece perdendosi con una spremitura a caldo); cerchiamo di capire perché.

La spremitura a freddo è un metodo meccanico per estrarre olii vegetali senza trattamenti chimici e senza scaldare il frutto o l’olio che da esso si trae; è quindi un metodo che garantisce la qualità del prodotto. Mano a mano che si innalza la temperatura, invece, si verifica un peggioramento delle caratteristiche chimiche dell’olio prodotto, degradandolo e facendone perdere le qualità specifiche.

Gli olii spremuti a freddo nutrono profondamente la pelle senza coprire i pori e lasciandola quindi traspirare. Inoltre, quando sono senza l’aggiunta di profumazione, sono commestibili e ben tollerati dall'intestino e dalla pelle: questo significa non vi è nessun problema anche se il bambino, durante il massaggio, si mette in bocca una manina o ciuccia quella della mamma. Inoltre questi olii non coprono l’odore specifico della mamma o del papà, facilitando il riconoscimento nel bebè.

L’unica attenzione da porre è che, essendo vegetali e senza conservanti, questi olii irrancidiscono più velocemente rispetto a quelli minerali e contenenti petrolati: è perciò consigliabile conservarli in luogo fresco e buio.


L’olio più consigliato per il massaggio infantile è quello di mandorle dolci, un olio ideale per tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili, grazie alla sua azione lenitiva e sedativa che lo rende molto ben tollerato dalla cute; è un olio viscoso che si assorbe lentamente ed è ideale anche in caso di eczemi o psoriasi. È comunque possibile spaziare e sperimentare diversi olii a seconda delle necessità e dei periodi dell’anno, per esempio:

· l’olio di avocado è elasticizzante e idratante, è ideale per la pelle molto secca, non unge e si irrancidisce meno rapidamente dell’olio di mandorle dolci

· l’olio di nocciolo di albicocca, molto simile all’olio di mandorle dolci, ha un profumo più fruttato, è adattissimo alla cura della pelle e contiene molte vitamine, anche se è facilmente deperibile

· l’olio di jojoba ha la consistenza della cera, è molto idratante e non lascia tracce d’unto, è inoltre inodore e si conserva a lungo

· l’olio di germe di grano è ricco di vitamina E e protegge la pelle dalle aggressioni esterne, ha però un odore molto forte

· l’olio di sesamo ha un’azione riscaldante e disintossicante, favorisce la circolazione e viene usato molto nella tradizione ayurvedica

· l’olio di cocco è solido a temperatura ambiente, è inodore, fortemente idratante e molto rinfrescante.

Potete provare le differenti proprietà dei vari olii su di voi e con i vostri bimbi, scegliendo insieme quello che vi piace di più e cogliendo l’occasione per farvi un bel massaggio! Buon massaggio a tutti!

Topinanbur, una panacea per bile e fegato

giovedì 13 novembre 2014

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Questa gustosa radice, ottima cruda o cotta, è ricca di silicio e ripara i tessuti epatici; ma il topinambour rinnova anche midollo, pelle e capelli… Novembre è il mese ideale per gustare il topinambur,una radice bulbosa perenne che da qualche decennio gode del giusto riconoscimento, non solo in cucina ma anche nell'alimentazione naturale. Grazie al suo sapore particolare (è simile al carciofo) e alla sua peculiare consistenza, si adatta infatti a varie preparazioni: dal purè al pinzimonio, dal flan alle vellutate.


Oggi, però, è stato anche appurato che la radice di topinambur è un vero e proprio concentrato di elementi nutritivi indispensabili al buon funzionamento del nostro organismo soprattutto durante la stagione fredda. 

Combatte l’astenia ma non ingrassa

Il topinambur è un alimento molto energetico, ricco di vitamina A e C e di albumine, indicato per chi è stanco, spossato o appesantito da un’alimentazione troppo raffinata e calorica. In particolare è un toccasana per le persone inappetenti, asteniche, e per chi segue un regime alimentare leggero ed energetico, con problematiche digestive ed epatiche. Ha pochissime calorie (solo 30 kcal per 100 g di prodotto), quindi è consigliato nelle diete: sazia, dà energia e non ingrassa.

Il topinambur è anche un buon integratore alimentare per le donne che hanno appena partorito perché apporta sostanze che favoriscono l’allattamento. A differenza della patata è un ortaggio adatto anche ai diabetici perché non contiene amido ma inulina (come il carciofo e la cicoria), un carboidrato che quando viene digerito non sviluppa glucosio.

Buon disinfettante intestinale, è indicato anche in caso di stipsi e di digestione difficile.

Il topinambur è più facilmente digeribile e tollerato rispetto alla patata (sebbene sia molto simile nella sua composizione), in quando non appartiene alla famiglia delle Solanacee (come invece patata, peperone, melanzana e pomodoro, tutte piante che contengono solanina, una sostanza che può favorire stati infiammatori).

Disintossica l’apparato digerente

La vera novità emersa dagli ultimi studi di settore è che il topinambur è un alimento che possiede una potente azione disintossicante sul fegato. Ciò dipende dal fatto che è molto ricco di silicio (8%), una sostanza che ha un ruolo fondamentale nei processi di disintossicazione dell’organismo perché elimina i residui tossici. Il silicio è anche un potente rimineralizzante del tessuto connettivo e protegge la salute di capelli e unghie; se questi sono fragili significa che l’organismo richiede un apporto maggiore di silicio. Se non si rimedia a questa carenza potrebbe poi seguire una demineralizzazione ossea. Il silicio inoltre favorisce l’assimilazione del fosforo. Ottimo preso in gravidanza e negli stati in cui c’è carenza di questi elementi. Anche nei casi di aterosclerosi il silicio rende le arterie più elastiche e favorisce un’azione preventiva nei confronti dei disturbi del sistema circolatorio.
- from: Riza -

Fumigazioni di Rosa Mystica: note di cuore nell’aria.

lunedì 6 ottobre 2014

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Rosa Mystica è una famosa ricetta mediorientale utilizzata per le fumigazioni. Si dice che provenga dalla sapienza Sufi. Il segreto risiede nel profumo della Rosa damascena che per i Sufi rappresentava l’amore per Dio, ma anche l’unione mistica con il divino. Il profumo si disperde facilmente, ma, uniti a resine, i petali di rosa possono essere utilizzati per preparare miscele per fumigazioni. La rosa è stata sempre associata all’amore e al cuore, e non solo in ambito islamico. Basti pensare alla Visione della rosa raccontata da Dante quando in Paradiso giunge al cospetto dei Beati, prossimi a Dio. In India, si ritiene che le note della rosa rafforzino il chakra del cuore e leniscano le ferite affettive.


Ecco la ricetta:

Occorrono incenso (3 parti), mirra (2 parti), storace (1 parte), ladano (2 parti), petali di rosa (mezza parte) e sandaracca (mezza parte). Si tratta di sostanze vegetali ben note agli esperti arabi e mesopotamici (le vediamo qui sotto).

Una volta reperiti, gli ingredienti si pestano in un mortaio ma solo alla fine si aggiungono i petali di rosa. Non resta poi che mescolare bene. E poi? Poi abbiamo bisogno di un carboncino da ardere e di un incensiere riempito di sabbia. Si accende il carboncino tenuto con una pinzetta e lo si ripone sulla sabbia. Quando smette di crepitare ed è completamente acceso si ripone la miscela nella cavità del carboncino.

Alcune note sugli altri ingredienti della Rosa Mystica.

- L’incenso è la resina di Boswellia, pianta del deserto. Si associa alla sfera maschile ed è usato tradizionalmente anche a scopo curativo.
- La mirra, ben conosciuta dagli antichi Egizi, è la resina dall’albero Commiphora. Associata al principio femminile, per gli egizi era la lacrima del Dio Horus. Si utilizzava per calmare i malati. 
- Lo storace si ottiene riscaldando la corteccia di una pianta (Liquidambar orientalis), diffusa da sempre in Asia minore ed Egitto. Il profumo ha proprietà calmanti, ma anche seducenti.
- Il ladano è la resina di un arbusto, il Cistus creticus. In antichità il suo aroma era molto ricercato e il ladano si importava da Creta. 
- La sandaracca è la resina di un albero diffuso soprattutto sulla costa meridionale del Mediterraneo (Tetraclinis articulata). Effonde note balsamiche, un po’ fruttate.

Il rumore bianco: ninna nanna dolce.

giovedì 18 settembre 2014

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Può essere creato dal phon, dal microonde o dalle onde del mare. È continuo e costante, ma soprattutto rilassa e copre i rumori spiacevoli. A cosa serve? A far dormire i bambini! Secondo alcuni studi scientifici, il cosiddetto “white noise”, ovvero “rumore bianco”, concilia il sonno ai bebè. Perché si chiama così? Semplice, per analogia alla luce bianca, che è la somma di tutti i colori dell’iride. Di conseguenza, il rumore bianco è la somma di tutte le frequenze udibili, come ad esempio quelle prodotte dall’aspirapolvere, dalla lavatrice, dal ventilatore, dal soffio del vento, dalla pioggia, ecc.

- Immagine: Bennie Parker -
Si tratta di un suono che non solo rilassa, ma che aiuta anche ad avere una maggiore concentrazione, perché copre i rumori sgradevoli, e quindi consente al cervello di non udirli più, e di avvertire solo quelli piacevoli. Infatti, il rumore bianco è ripetitivo e ritmico, e permette al cervello umano di non percepire alcun tipo di disturbo e di ignorare le frequenze troppo forti. Così, l’ascolto di questi tipi di suoni a bassa frequenza aiuta a calmare mente e corpo e attua un vero e proprio salto all'indietro. Infatti, sono utili a ricondurre la nostra memoria alla prima infanzia, perché sono rumori che non creano fastidi e distendono spirito, muscoli e mente, tant'è vero che molti bambini si addormentano ascoltando il fragore ciclico e incessante provocato dall'asciugacapelli o dall'aspirapolvere, e una volta diventati adulti, sentendolo di nuovo, il loro subconscio li rimanda a quei momenti felici. 

Per la sua cristallinità, il rumore bianco serve a coprire i frastuoni generati dall’ambiente esterno e circostante, come ad esempio quello creato dal traffico, dalle grida, ecc. Inoltre, è usato negli apparecchi acustici come terapia contro gli acufeni. 

Quindi, se avete bisogno di rilassarvi, di tenere staccare la spina dalla routine quotidiana, o semplicemente se volete far addormentare dolcemente vostro figlio, provate ad ascoltare il “cullare” di queste melodie “bianche”. Se cercate delle fonti di rumore bianco pronte all’uso, potete scaricarle gratuitamente da internet e creare un cd ad hoc: ad esempio, un sito ben fornito di diversi file mp3 è whitenoisemp3s. Vi basterà scegliere il suono che più vi piace, altrimenti in commercio, esistono anche dei cd con delle musiche apposite. Se invece siete delle mamme geek e super tech, allora, vi consigliamo di scaricare alcune app sull’iPhone o sull’iPad, come ad esempio “white noise ambiance”, creata proprio per i neonati, oppure “baby sleep”, utile soprattutto quando i bambini fanno i capricci per addormentarsi, e hanno bisogno di tranquillizzarsi. Si tratta di un'app ideata appositamente per donare relax e conforto ai più piccoli, perché li fa sentire come se fossero ancora nel grembo materno, perché la dolce oscillazione delle melodie che contiene, può servire a calmarli e a farli sentire protetti e sicuri.

Care mamme, non strabuzzate gli occhi, non penserete che questi consigli siano solo frutto della nostra fervida fantasia, vero? Potete tirare un sospiro di sollievo: a suggerire il rumore bianco come ninna nanna è un medico, o meglio un pediatra. Si chiama Harvey Karp e sostiene che il rumore bianco è lo stesso che i neonati sentono nell’utero materno, per cui metterli in condizione di ascoltare questi suoni sublimi, li aiuterà ad addormentarsi serenamente. Secondo la sua ottica, infatti, i rumori bianchi “accendono” fanno scattare una sorta di clic nel cervello dei bebè, consentendo loro di trovare tranquillità e armonia. 

Vi ricordiamo che Harvey Karp è un pediatra molto famoso in America, soprattutto per le tecniche sviluppate per lenire i bambini. Quindi, perché non provare i suoi consigli? In fondo, non fanno altro che favorire uno stretto legame tra madre e bambino: essenziale per lo sviluppo emotivo infantile. E dato che i cambiamenti ambientali possono infastidire i neonati e stressarli facilmente, l’unico modo per aiutarli a farli tornare a uno stato di armonia è attraverso il rilassamento. E allora, mamme, che cosa aspettate? Accendete phon, ventilatore, aspirapolvere o magari ascoltate un bel cd con delle musiche soavi, come quelle prodotte dalle onde del mare, magari riuscirete a trovare un po’ di relax anche voi! Provare, per credere…

- from: pianetamamma.it -

Faccio uso del rumore bianco durante le tecniche di rilassamento: risultati sorprendenti, degni davvero di nota. Doppiamente utile, in questi casi, quando il suono viene applicato con l'apparecchio che crea la risonanza sul e nel corpo. Provare per credere!!

Magnesio: proprietà benefiche.

martedì 16 settembre 2014

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Sono molte le proprietà benefiche del magnesio e per questo è importante conoscere quali sono gli alimenti che lo contengono. Basti pensare che esso è implicato in più di 300 reazioni biochimiche che coinvolgono il nostro organismo. Il magnesio contribuisce alla funzionalità nervosa e muscolare, rafforza il sistema immunitario e il tessuto osseo, regola il battito cardiaco, la pressione del sangue e i livelli di glucosio. Inoltre è coinvolto nel metabolismo e svolge un ruolo non secondario nella sintesi delle proteine. Proprio per questo, quando se ne ha carenza, è necessario ricorrere a degli integratori, come il cloruro di magnesio.


Regolazione della digestione

L’assunzione di magnesio svolge un ruolo di primo piano nella regolazione della digestione e interviene sia nei casi di diarrea che di stipsi. Il magnesio riesce ad agire sulla muscolatura della parete intestinale, regolando il ph e alleviando le infiammazioni. Per queste sue proprietà esso è utile in caso di colite e di spasmi digestivi. Inoltre possiede un lieve effetto lassativo.

Effetti sul sistema nervoso

Il magnesio è in grado di agire anche sul sistema nervoso, aiutando nei casi di stanchezza mentale e fisica. Interviene in tutti i processi enzimatici che riguardano la produzione di energia e per questo riesce ad essere benefico nei casi di affaticamento. Riesce a calmare lo stress e tutti i sintomi fisici collegati ad esso, come i dolori allo stomaco, il colon irritabile, la tensione muscolare, il mal di testa e l’aumento del battito cardiaco. Inoltre riesce ad agire contro il nervosismo e l’ansia. Ecco perché il magnesio è indicato nel trattamento della depressione, nell’ipocondria e negli attacchi di panico.

Il minerale in questione è fondamentale anche per attivare il buonumore, visto che stimola la produzione di serotonina. Per questo motivo spesso viene raccomandato l’uso di alcuni integratori appositi. Fra questi possiamo ricordare Magnesium 375. Si tratta di un prodotto che, integrato nella nostra alimentazione, permette di calmare la tensione nervosa e gli sbalzi d’umore ed è soprattutto utile nella fase premestruale, quando l’organismo della donna è sottoposto a sbalzi ormonali che hanno ripercussioni anche sull’umore.

Utile nei dolori mestruali

Il magnesio risulta utile in caso di dolori mestruali. In particolare interviene nella sindrome premestruale, riducendo l’irritabilità e gli sbalzi d’umore. Agisce sui meccanismi biochimici che regolano le vampate di calore in menopausa, risolvendo anche stati di ansia e depressione legati a questa fase della vita femminile.

Rafforzamento delle ossa e funzionalità del sistema muscolare

Il magnesio aiuta le ossa a rafforzarsi, fissando calcio e fosforo e intervenendo nelle cellule specializzate nella costruzione del tessuto osseo. Previene l’artrite e l’osteoporosi. Inoltre aiuta a prevenire l’insorgenza di crampi e di contratture neuromuscolari.

Effetti sulla pelle

Il magnesio riesce a purificare la pelle. Proprio per questa sua caratteristica, viene usato nei trattamenti dell’acne. E’ un antibatterico e un antinfiammatorio naturale, per questo riesce ad agire contro i brufoli, visto che questi ultimi sono causati da infiammazioni cutanee provocate dai batteri.

Regolazione del metabolismo

Il magnesio interviene nella regolazione del metabolismo. Viene utilizzato nel trattamento dell’obesità e come aiuto per dimagrire. Diminuisce i livelli di trigliceridi nel sangue e mantiene elevati quelli del colesterolo buono. Regola il glucosio. Svolgendo un’azione calmante sul sistema nervoso, evita l’eccessivo consumo di cibo dovuto allo stress.

Aiuta contro il rischio cardiovascolare

Un gruppo di ricercatori giapponesi dell’Università di Osaka in Giappone ha condotto uno studio, pubblicato su Atherosclerosis, sull’importanza del magnesio per la salute dell’uomo. La ricerca, durata ben 15 anni, ha coinvolto 58 mila adulti con un’età compresa tra i 40 ed i 79 anni. I ricercatori hanno sottolineato la differenza di efficacia di questo nutriente, nelle donne e negli uomini, ed anche in base all’età.

Inizialmente si sono messi a confronto gruppi di donne che assumevano alte o basse concentrazioni di magnesio. Le volontarie che consumavano circa 274 mg di magnesio al giorno, rispetto a quelle che ne assumevano circa 174 mg, presentavano un rischio cardiovascolare più basso del 36%.

Questo per quanto riguarda le donne; per gli uomini, invece, un alto consumo di magnesio è risultato inversamente associato ad un rischio di emorragia cerebrale. Quello che gli studiosi intendono sottolineare è il potere protettivo che ha nei confronti di alcune patologie, molto diffuse e responsabili di molti casi di complicazioni e di decessi. Tra le proprietà del magnesio va ricordato che è in grado di ridurre l’infiammazione che sta alla base dell’arteriosclerosi, controllare la pressione arteriosa e ridurre le aritmie cardiache.

Insomma, il sistema cardiovascolare grazie all’azione di alcuni nutrienti, compreso il magnesio, che possiamo introdurre con la dieta, può essere protetto da molti disturbi.

Alimenti che lo contengono

Molto utile per il nostro organismo è soprattutto il magnesio supremo, che si presenta sotto forma di carbonato di magnesio: si tratta di un composto che ha un alto grado di assimilabilità da parte dell’organismo.

Gli alimenti che contengono il magnesio sono soprattutto i cereali integrali, la crusca, i legumi, come la soia e i fagioli, la frutta secca, come le mandorle, le noci, le nocciole, le arachidi e i pistacchi, il cioccolato amaro, i frutti di mare e alcune verdure.

Fra queste ultime ci sono quelle a foglia larga, i cavolfiori, i broccoli, le melanzane, le rape, le patate e i pomodori.

Fra la frutta, sono da privilegiare le arance, le fragole, le ciliegie, i lamponi, le more, l’uva, l’ananas e il melone.

Quanto magnesio è necessario introdurre con l’alimentazione

Secondo alcune statistiche americane i giovani con un’età compresa tra i 19 ed i 30 anni dovrebbero assumere circa 400 mg di magnesio al giorno, gli uomini dai 31 anni in su circa 420 mg. Per quanto riguarda le donne 310-320 mg al giorno.

E dato l’effetto protettivo che questo nutriente ha nei confronti di patologie che si presentano, soprattutto, dopo una certa età (difendono l’organismo dai radicali liberi) anche gli anziani dovrebbero assumere quantità giuste di magnesio.

Le concentrazioni sono ancora oggetto di discussione tra studiosi e studiosi; è certo che l’alimentazione deve contenere anche il magnesio per proteggere la propria salute.
- from: tantasalute.it -

Olio essenziale di origano

mercoledì 3 settembre 2014

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L'olio essenziale di origano è un rimedio naturale davvero prezioso per prendersi cura della propria salute. Ha numerose proprietà benefiche che lo vedono impiegato soprattutto per la cura dei disturbi respiratori, a partire dal comune raffreddore.


Una delle sostanze benefiche contenute nell'olio essenziale di origano è il carvacrolo, che sarebbe utile per contrastare la diffusione di diversi virus e batteri. In caso di particolari problemi di salute o di assunzione di farmaci, o per qualsiasi dubbio sull'utilizzo dell'olio essenziale di origano, chiedete maggiori informazioni al vostro erborista di fiducia. Ecco alcuni dei possibili usi dell'olio essenziale di origano.

1) Suffumigi

Uno degli utilizzi più popolari dell'olio essenziale di origano riguarda la preparazione di suffumigi per alleviare i sintomi del raffreddore e per decongestionare il naso e le vie respiratorie. Vi basterà versare due o tre gocce di olio essenziale d'origano in una pentola d'acqua bollente e respirare per alcuni minuti i vapori che si sprigioneranno. Potete unire alla preparazione anche un cucchiaino di bicarbonato di sodio, che aiuta ad ammorbidire le mucose nasali.

2) Dentifricio

Chi è solito preparare dei dentifrici fatti in casa in polvere, con il bicarbonato di sodio o l'argilla bianca, oppure in crema, a partire dal gel d'aloe vera o dalla glicerina, può aggiungere una goccia di olio essenziale di origano alla preparazione, sia per l'aroma che rinfresca l'alito che per le proprietà antibatteriche dell'origano.

3) Aromaterapia

L'olio essenziale di origano è tra i più utilizzati, insieme all'olio essenziale di timo, di eucalipto o di pino, per purificare la casa, anche e soprattutto in caso di influenza e malattie respiratorie. Calcolate di utilizzare nel bruciaessenze una sola goccia di olio essenziale di origano per ogni metro quadrato di grandezza della stanza in cui lo posizionerete.

4) Asma e bronchite

In caso di asma e bronchite, ma anche di allergie e di congestione delle vie respiratorie, può essere utile diluire 2 o 3 gocce di olio essenziale di origano in 30 ml di olio vegetale di base e massaggiare con il composto ottenuto il petto e la gola, come se si trattasse di un vero e proprio unguento curativo.

5) Artrite

Per disturbi dolorosi che possono comprendere l'artrite, la sindrome del tunnel carpale, l'indolenzimento muscolare e i reumatismi, diluite due o tre gocce di olio essenziale di origano in una piccola quantità di olio vegetale di base e massaggiate di tanto in tanto l'area interessata dal problema.


6) Dolori mestruali

Per alleviare i dolori mestruali o i sintomi della sindrome premestruale, versate da 8 a 10 gocce di olio essenziale di origano nell'acqua della vasca da bagno. Oppure versatene due o tre gocce in un olio vegetale di base, ad esempio olio di mandorle dolci o olio extravergine d'oliva, e massaggiatelo sull'addome e sulla parte bassa della schiena.

7) Difese immunitarie

Per migliorare le difese immunitarie dopo una malattia o durante la convalescenza, potrete utilizzare qualche goccia di olio esenziale (ne bastano due o tre gocce) in un diffusore a candela con contenitore, in cui verserete sia l'acqua che il prodotto stesso in gocce. In questo modo il vostro organismo beneficerà degli effetti dell'aromaterapia.

8) Indigestione

L'olio essenziale di origano ha proprietà digestive. Per questo motivo il suo impiego, sempre per uso esterno, può essere utile per alleviare i disturbi provocati da un'indigestione. Il consiglio è di diluire una piccola quantità - sempre due o tre gocce - di olio essenziale di origano in un olio vegetale e di massaggiare con questo composto il petto e l'addome.

9) Antibiotico naturale

Alcuni studi condotti di recente hanno evidenziato l'attività dell'olio essenziale di origano contro 5 differenti tipi di batteri. L'attività più elevata è stata osservata nei confronti dell' E.coli. Ciò suggerisce che l'olio essenziale di origano potrebbe essere usato regolarmente per preservare la salute dell'intestino e contro le infezioni. L'olio essenziale di origano si utilizza soprattutto come diffusore per l'aromaterapia e per i massaggi.

10) Circolazione linfatica e cellulite

Infine, i massaggi con olio essenziale di origano diluito in olio vegetale sono considerati utili, se eseguiti con costanza, per stimolare la circolazione linfatica e per contrastare e prevenire la cellulite. E' in grado di stimolare la pelle, talvolta provocando una leggera irritazione, per contribuire ad eliminare questo inestetismo.

* Controindicazioni *

L'olio essenziale di origano è molto efficace ma non privo di controindicazioni. L'impiego di olio essenziale di origano è controindicato nei bambini, nelle donne in gravidanza e durante l'allattamento. Non applicate mai l'olio essenziale di origano puro sulla pelle. Diluitelo in olio vegetale e utilizzatelo in piccole quantità. Calcolate di diluire 2 o 3 gocce di olio essenziale di origano in almeno 30 millilitri di olio vegetale a scelta (ad esempio olio di mandorle, oliva o cocco). Chi è allergico al timo, alla menta, al basilico o alla salvia potrebbe essere sensibile anche all'origano, poiché fa parte della stessa famiglia di piante. Se usato puro sulla pelle può causare irritazioni. Per questo si consigliano ancora una volta diluizione e quantità molto modeste.

Burri, pelle e capelli

martedì 2 settembre 2014

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Parlare di "burri" sembra un'impresa facile, invece richiede molto tempo, perchè ne esistono davvero tanti ed ognuno con caratteristiche e peculiarità specifiche. Oggi parleremo del burro di Karitè e del burro di Cacao, facilmente reperibili e che si prestano a diversi utilizzi. Se vi interessa avere notizie riguardo ad un burro in particolare non esitate a scrivermi all'indirizzo e-mail che trovate qui a fianco nella colonna di destra.


Burro di Karitè

Nome botanico: Vitellaria Paradoxa Sp. Nilotica o Butyrospermum parkii Sp. Nilotica

Il  Karitè, albero che può raggiungere un'altezza compresa tra i 10 e i 15 metri e il diametro del cui tronco tocca facilmente il metro, considerato sacro in numerosi paesi africani, viene prodotto partendo da delle noci (i suoi semi vengono anche chiamati per semplicità noci di karitè) commestibili utilizzate come alimento, ma conosciuto soprattutto per le virtù del burro cosmetico che si ottiene dalle stesse. E' grazie all'impiego del burro di karitè che le donne africane mantengono la loro pelle bella, morbida e giovane anche in età avanzata, tanto che le noci di karitè vengono considerate come il frutto dell'albero della salute e della giovinezza. Il burro di karitè grezzo è di colore tendente al giallognolo e presenta un caratteristico odore dolciastro, non da tutti gradito. Per l'utilizzo cosmetico si trova in commercio burro di karitè privato di ogni impurità e deodorizzato. Le sue proprietà sono davvero numerose, vediamo di citarne alcune.

Cura della pelle
  • burro morbido e cremoso facilmente assorbibile dalla pelle, lascia la pelle vellutata e liscia
  • la pellicola che lascia dolcemente sulla pelle previene la disidratazione della stessa ed aiuta a rigenerare il film idrolipidico e riequilibria le pelli secche
  • i fitosteroli in esso contenuti aiutano a riparare e addolcire la pelle
  • antiossidante per la sua alta componente in insaponificabili aiuta a combattere gli effetti dannosi del tempo
  • rigenerante aiuta il processo di guarigione ed il rinnovamento cellulare
  • emolliente: lascia la pelle morbida ed elastica
  • buona stabilità in quanto non irrancidisce facilmente
Indicazioni
  • cura della pelle secca e disidratata
  • cura della pelle danneggiata, irritata, maltrattata (freddo, sole, vento)
  • cura della pelle matura, antinvecchiamento
  • cura delle labbra
  • aiuto in caso di smagliature e cicatrici
Il burro a temperatura ambiente è perfetto per essere massaggiato sulla pelle ancora umida dopo la doccia. In questo modo massimizzeremo l'effetto idratante e la penetrazione cutanea.
Il burro di karitè può essere utilizzato anche da parte degli uomini come crema da barba e per rimarginare i taglietti che possono presentarsi dopo aver utilizzato il rasoio. Allo stesso modo può essere utile alle donne dopo la depilazione.

Cura dei capelli
  • nutre, protegge e liscia i capelli
  • ridona luce, brillantezza e bellezza
Indicazioni
  • per capelli secchi, danneggiati, con doppie punte
  • per disciplinare capelli ricci, crespi e ribelli
Sinergie con:
  • ceramidi, phytokeratina, proteine della seta per ristrutturare i capelli, filmarli delicatamente, proteggerli e renderli lucidi
  • olio di ricino e olio essenziale di Ylang-Ylang per donare forza e bellezza
  • olio essenziale di camomilla tedesca e curcuma in polvere per prendersi cura dei capelli biondi o con riflessi biondi
  • polvere di noce e castagno per la cura dei capelli castani
Istruzioni per l'applicazione e consigli per l'uso
  • molto flessibile, il burro è ideale da applicare puro, in piccole quantità, sulle punte o lunghezze secche, soprattutto sui capelli ricci, crespi o "afro", una piccolissima noce da distribuire per ridare splendore e lucentezza ai capelli.
  • maschera nutritiva  per capelli secchi: strofinare i capelli concentrandosi sulle estremità. Massaggiare i capelli e poi avvolgere in un asciugamano caldo. Mantenere se possibile durante la notte e poi procedere con lo shampoo.
  • in spiaggia, per proteggere i vostri capelli dall'acqua salata del mare e dal sole: massaggiare una piccola quantità di burro sulle lunghezze.

Burro di cacao

Nome botanico: Theobroma cacao

Una leggenda azteca svela così le origini del cacao:

“Un giovane scudiero in partenza per la guerra, in difesa dei confini dell’impero, lasciò il suo tesoro alla sua sposa, una principessa, affinché lo custodisse fino al suo rientro. All’arrivo dei nemici, interessati al tesoro, la principessa innamorata, nonostante le minacce, non svelò il luogo in cui questo era nascosto e per vendetta fu uccisa. Dal suo sangue nacque una pianta nel cui frutto erano nascosti dei semi amari come la sofferenza, forti come la sua virtù e rossi come il sangue: era la pianta del cacao”.

L'albero del cacao è un albero originario delle foreste tropicali del Centro e Sud America. Oggi è coltivato soprattutto in Africa occidentale, dove si adatta molto bene al clima.
Il burro di cacao, è un derivato estratto dai semi della medesima pianta. I semi contengono più del cinquanta per cento di questa sostanza, che viene estratta mediante un processo di pressatura; il burro di cacao viene poi esposto a temperature molto alte. L’utilizzo di questa sostanza è molto diffuso nell'industria cosmetica, come ammorbidente per le labbra, o per la produzione di creme e rossetti. Il burro di cacao è altresì utilizzato dall'industria farmaceutica per il rivestimento di supposte e compresse. Solitamente questa sostanza, presenta una colorazione chiara, tendente al giallognolo, non unge ed ha un odore dolce molto gentile; si presenta compatto, e molto denso, pur contenendo un numero elevato di grassi. Una volta prodotto, il burro di cacao, si mantiene solido, (a temperatura ambiente), tende invece a sciogliersi a temperature abbastanza alte. Nel mondo della cosmesi, il burro di cacao è largamente utilizzato per le sue proprietà emollienti, addolcenti ed idratanti. Questo grasso sprigiona un’azione benefica sull'epidermide, restituendo idratazione, e lucentezza. Se si pensa al burro di cacao, lo si associa immediatamente alle labbra: parte del viso estremamente delicata, le labbra, a causa di una serie di fattori, quali il freddo, la secchezza, la tendenza alle screpolature, manifestano striature che le rendono opache. Queste stesse striature, possono trasformarsi in piccole pellicine che sollevandosi inducono sanguinamenti e lievi ferite. Le labbra secche, dunque, vanno curate non solo per una questione specificamente estetica, ma anche per ovviare a possibili infezioni causate dalle screpolature. Il burro di cacao, è il prodotto ideale per la cura e la tutela delle labbra secche: applicato delicatamente sui margini inferiore e superiore delle labbra, crea uno strato protettivo e morbido, lasciando la bocca piacevolmente idratata. Il burro di cacao lascia una patina lucida, che è assolutamente piacevole per migliorare l’estetica del viso. Oltre che per le labbra secche, il burro di cacao, può essere utilizzato anche per idratare e proteggere la pelle del viso e del collo, dove va applicato con un leggero massaggio. Il burro di cacao, possiede proprietà schiarenti, per cui può essere utilizzato per qualsiasi parte del corpo che presenti specifici arrossamenti.

Cura della pelle:
  • potente antiossidante aiuta a combattere contro gli effetti dannosi del tempo che passa
  • stimola la sintesi del collagene restituendo tono ed elastcità alla pelle
  • gourmand e nutriente profuma deliziosamente i cosmetici apportando la nota dolce del cioccolato
  • nutriente e protettivo i suoi acidi grassi ammorbidiscono ogni tipo di pelle
  • il resveratrolo,  composto della famiglia dei polifenoli, fitosteroli e squalene, dona un effetto calmante.
  • la teobromina, una molecola dagli effetti simili alla caffeina, ha un effetto lipolitico riconosciuto: promuove l'idrolisi e la degradazione dei lipidi nelle cellule adipose.
Indicazioni
  • cura delle pelli normali e secche
  • antivecchiamento per pelli mature
  • effetto snellente
  • per massaggi e applicazioni ammorbidenti, golosi e sensuali
Sinergie con:
  • oli vegetali di: argan, rosa canina, borragine e enotera Fico, oli essenziali di incenso, rosa damasco, palissandro, legno di Ho per le pelli mature
  • oli vegetali di: germe di grano, avocado, oliva,  mandorle dolci per la pelle molto secca.
  • oli essenziali di pompelmo, cipresso verde per un effetto dimagrante.
Cura dei capelli
  • restituisce vitalità ai capelli secchi
  • dona protezione contro la disidratazione
Indicazioni
  • disciplina i capelli ricci e crespi
  • in caso di doppie punte e capelli che si spezzano
  • ottimo condizionante 
Sinergie con:
  • oli vegetali di: Cocco, Yangu, e altri tipi di burro cura dei capelli secchi.
  • ceramidi, olio di ricino, olio essenziale di Ylang-Ylang per abbellire i capelli, e renderli lucidi e profumati.
  • proteine ​​della seta e riso, phytokératina, provitamina B5 per nutrire i capelli.

L'aromaterapia per i disturbi femminili

venerdì 22 agosto 2014

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Gli oli essenziali giusti per affrontare mestruazioni abbondanti, dolorose, in ritardo, assenti.


Con gli oli essenziali ritrovare la regolarità del ciclo mestruale 

Grazie all'aiuto della natura possiamo ritrovare un ciclo mestruale regolare ed equilibrato. Oli essenziali e aromaterapia sono una tra le soluzioni più efficaci in caso di mestruazioni irregolari, dolorose, scarse o abbondanti.

L'essenza di calendula, per esempio, è un rimedio naturale ideale se il ciclo non è mai regolare. Erba perenne e che ama il sole (la leggenda narra che al tramonto il suo fiore abbassa immediatamente la corona in segno di rispetto), la calendula ha nel nome il segreto dei suoi benefici: "calendae" in latino significa "primo giorno del mese", che allude al succedersi regolare e infinito del tempo. Ecco perché la calendula si sposa perfettamente con quei soggetti che hanno difficoltà ad avere un ciclo puntuale: le sue doti regolatrici e la sua energia che viene direttamente dal sole non potrà che fare esplodere una femminilità sopita. Oltre alla Calendula, scopriamo tutte le altre essenze.

Olio essenziale di camomilla
Questo rimedio naturale toglie il dolore con dolcezza. Utile in tutte le mestruazioni molto dolorose, questo olio essenziale ha un'efficacia sorprendente se applicato massaggiando con delicatezza la zona periombelicale (attorno all'ombelico) e lombosacrale qualche giorno prima del ciclo.

Olio essenziale dl cipresso
È' adatto per chi soffre di un ciclo mestruale abbondante. Spesso chi soffre di questo disturbo si definisce "un fiume": non sta mai ferma e sente sempre il bisogno di fare, fare, fare. In questo modo perde di vista se stessa, perdendo armonia e equilibrio. Il "profumo" di questo olio essenziale è l'ideale per stemperare il carattere sempre in movimento.

Olio essenziale di gelsomino
Si tratta di un rimedio naturale molto potente in tutti quei casi in cui il ciclo mestruale è scarso o inesistente. Perfetto per chi ha nella scarsa energia emozionale e nella demotivazione perenne la radice del suo ciclo "timido". L' olio essenziale di gelsomino sarà in grado di risvegliare fantasia e immaginazione, nonché quella creatività che è il sale della vita e di mestruazioni regolari.

Olio essenziale di timo
È una vera e propria sferzata di energia. Questo rimedio naturale interviene soprattutto nella persona prostrata, timida, spenta, che trova in un ciclo mestruale inesistente l'emblema della propria "freddezza". Oltre a dare energia allo spirito l' olio essenziale di timo è molto utile per regalare sicurezza a femminilità insicure.

Olio essenziale di Lavanda
È il rimedio naturale ideale il dolore legato al ciclo è il punto debole di una femminilità apparentemente equilibrata.

Vero regolatore di spiriti energici e "focosi" che si sforzano di essere sempre positivi, l'olio essenziale di lavanda può ridare spazio a tutte le componenti emozionali ignorate e che sono alla base del dolore.

Come usare gli oli essenziali

La diffusione in ambiente è una modalità molto efficace per utilizzare gli oli essenziali: è necessario porre 5-7 gocce nell'apposito erogatore o in vasca da bagno. Un altro modo per godere degli effetti aromaterapici è l'applicazione cutanea (attenzione a non interessare zone infiammate): in questo caso 2-3 gocce in un cucchiaino di olio di mandorle dolci o in 50 ml di crema neutra.

Se scegliamo di usare gli oli essenziali tramite massaggio cutaneo, ricordiamoci di fare movimenti circolari nella zona dell'ombelico: teniamo un ritmo lento e delicato stando attenti a non spingere troppo. Un consiglio: in caso di dolori mestruali è meglio eseguire noi stessi il massaggio con gli oli essenziali, evitando movimenti bruschi e maldestri nelle parti maggiormente a rischio.
- from: Riza.it -