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Fumigazioni di Rosa Mystica: note di cuore nell’aria.

lunedì 6 ottobre 2014

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Rosa Mystica è una famosa ricetta mediorientale utilizzata per le fumigazioni. Si dice che provenga dalla sapienza Sufi. Il segreto risiede nel profumo della Rosa damascena che per i Sufi rappresentava l’amore per Dio, ma anche l’unione mistica con il divino. Il profumo si disperde facilmente, ma, uniti a resine, i petali di rosa possono essere utilizzati per preparare miscele per fumigazioni. La rosa è stata sempre associata all’amore e al cuore, e non solo in ambito islamico. Basti pensare alla Visione della rosa raccontata da Dante quando in Paradiso giunge al cospetto dei Beati, prossimi a Dio. In India, si ritiene che le note della rosa rafforzino il chakra del cuore e leniscano le ferite affettive.


Ecco la ricetta:

Occorrono incenso (3 parti), mirra (2 parti), storace (1 parte), ladano (2 parti), petali di rosa (mezza parte) e sandaracca (mezza parte). Si tratta di sostanze vegetali ben note agli esperti arabi e mesopotamici (le vediamo qui sotto).

Una volta reperiti, gli ingredienti si pestano in un mortaio ma solo alla fine si aggiungono i petali di rosa. Non resta poi che mescolare bene. E poi? Poi abbiamo bisogno di un carboncino da ardere e di un incensiere riempito di sabbia. Si accende il carboncino tenuto con una pinzetta e lo si ripone sulla sabbia. Quando smette di crepitare ed è completamente acceso si ripone la miscela nella cavità del carboncino.

Alcune note sugli altri ingredienti della Rosa Mystica.

- L’incenso è la resina di Boswellia, pianta del deserto. Si associa alla sfera maschile ed è usato tradizionalmente anche a scopo curativo.
- La mirra, ben conosciuta dagli antichi Egizi, è la resina dall’albero Commiphora. Associata al principio femminile, per gli egizi era la lacrima del Dio Horus. Si utilizzava per calmare i malati. 
- Lo storace si ottiene riscaldando la corteccia di una pianta (Liquidambar orientalis), diffusa da sempre in Asia minore ed Egitto. Il profumo ha proprietà calmanti, ma anche seducenti.
- Il ladano è la resina di un arbusto, il Cistus creticus. In antichità il suo aroma era molto ricercato e il ladano si importava da Creta. 
- La sandaracca è la resina di un albero diffuso soprattutto sulla costa meridionale del Mediterraneo (Tetraclinis articulata). Effonde note balsamiche, un po’ fruttate.

Dopobarba all'incenso

venerdì 6 gennaio 2012

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Feste quasi finite, si ricomincia a "produrre". Apriamo il nuovo anno con un siero per lui: un fantastico dopobarba all'incenso!! Devo dire che è venuto a meraviglia, profumo celestiale, consistenza perfetta ed effetto sulla pelle assicurato. Oltre a lenire, addolcire e nutrire la pelle dopo la rasatura, ha anche un ottimo effetto "lifting". Ve lo consiglio assolutamente!! 


Cosa occorre:

  • 1 flacone da 30 ml per fluidi a pompa (ma potete usare anche un flacone senza dispenser)
  • un mini frullino (bene anche quello per fare la schiumina al caffè ;-)
  • una pipetta per trasferire il prodotto finito nel flaconcino (potete ingegnarvi anche con altri mezzi se non avete la pipetta, le soluzioni alternative non mancano!!!)
  • 1 bilancina di precisione (beh, si può anche usare la provetta graduata ed i cucchiaini dosatori, ma munirsi di una bilancia credo sia indispensabile per chi vuole cimentarsi nello "spignatto")
Ingredienti: 
  • Idrolato d'incenso 8,8 g (fase A)
  • Acqua minerale 17,8 g (fase A)
  • Gomma di Guar 0,24 g (fase B)
  • Solubol 0,6 g (fase C)
  • Olio essenziale di Incenso Olibano 0,6 g o 14 gocce (fase C)
  • Allantoina 0,3 g (fase D)
  • Acqua minerale 0,6 g (fase D)
  • Sostituto vegetale della lanolina 0,3 g (fase E)
  • Estratto aromatico di Vaniglia 0,5 g (fase E)
  • Estratto di semi di pompelmo 0,2 g o 7 gocce (fase E)
Procediamo:
  1. Mettiamo i componenti della fase A (idrolato di incenso e acqua minerale) in un recipiente.
  2. Pesiamo e trasferiamo la Gomma di Guar (Fase B) nella fase A e agitiamo energicamente o, molto meglio, usiamo il frullino, miscelando bene i composti per evitare la formazione di grumi.
  3. Continuate ad agitare/frullare per circa 2 minuti. Si formerà un gel fluido ed omogeneo.
  4. In un altro recipienti preparate la fase C: solubol + olio essenziale di Incenso. Mescolate bene per omogeneizzare il tutto. Aggiungete il composto al precedente (fase A+B)
  5. In un altro recipiente preparate la fase D: allantoina + acqua minerale. Mescolate bene. Aggiungete quindi questa preparazione alla precedente (fase A+B+C)
  6. Aggiungete per finire la fase E, cioè il resto degli ingredienti uno alla volta. Ad ogni aggiunta mescolate bene.
  7. Ora siete pronti per trasferire il vostro dopobarba nel flacone, aiutandovi con la pipetta o con quello che riterrete più opportuno e soprattutto che avete a disposizione.
Voilà, il vostro siero/dopobarba è pronto. Ne basta davvero poco, da massaggiare con movimenti circolari fino a completo assorbimento. 
- Antonella CromoBologna -