La cellulite e la primavera

mercoledì 15 marzo 2017

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E come ogni anno, quando con i primi caldi ci si comincia a "scoprire", ci accorgiamo che l'inverno ha lasciato il segno: pelle asfittica, spesso secca, pallida e con quella "maledetta" cellulite che fa bella mostra di se.... 

A gennaio quattro/cinque clienti previdenti mi hanno chiesto se potevo suggerirgli un rimedio, un aiuto per combattere la famigerata buccia d'arancia. Chiaramente io da brava naturopata ho indicato loro  oli essenziali davvero efficaci in creme veicolanti assolutamente naturali. Ma alcune di loro volevano qualcosa di già pronto e di facile reperibilità. Ora, non essendo io una esasperata estremista dell'"only bio and natural" mi sono prestata al gioco ed ho provato per loro per circa due mesi due "anticellulite" che si possono trovare in qualsiasi supermercato, Tigotà e similari. 

Veniamo subito ai due prodotti che ho usato rigorosamente uno sulla parte  destra ed uno sulla parte sinistra del corpo. Una volta terminati i due tubi uno l'ho riacquistato perchè è stato quello che mi ha dato i risultati migliori. 



I due prodotti sono:

  •  ALOE CRIO GEL CELLULITE di EQUILIBRA
  • GOOD-BYE CELLULITE GEL di NIVEA
Posso dire che entrambi hanno avuto un buon effetto rassodante e riducente. Ora, non c'è da aspettarsi risultati spaziali, ma vuoi il massaggio giornaliero fatto la mattina appena alzata e la sera prima di andare a letto, vuoi l'effetto tonificante io i risultati li ho potuti vedere. 

Il crio gel di Equilibra ha di positivo che ha un buon INCI e non contiene parabeni e petrolati,  La pelle  è risultata molto più distesa e compatta. I componenti non sono affatto male ed aiutano sia la circolazione periferica che i gonfiori. L'effetto crio non c'è stato, se non vagamente appena applicato il gel, ma tutto sommato il prodotto è valido.

Per quanto riguarda Good-bye cellulite di Nivea devo dire che l'INCI è da tapparsi il naso, ma i risultati sono stati da pollice alzato: pelle tonica, rassodata, liscissima e mai secca. Tant'è che ho finito il test comprando il secondo tubo  usandolo su entrambi i lati del corpo. 

Per chi non ha tempo e preferisce prodotti da supermercato posso dire che entrambi hanno prodotto un calo circonferenza coscia lasciando una pelle molto più tonica, liscia e perfetta per la primavera. 

Chiaramente il mio suggerimento è quello di fare uso degli oli essenziali specifici per la cellulite e la circolazione, in creme naturali, ma siccome non siamo tutte uguali e c'è chi preferisce qualcosa di facilmente reperibile a prezzi decisamente accessibili, questo può essere un buon compromesso.
- Good luck AntonellaC. -

L'alternativa bianca al latte vaccino

martedì 4 ottobre 2016

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L'alternativa al latte vaccino? Più che di alternativa, ormai, parlerei di vasta scelta: tra tè di vario genere, succhi e "latti" vari, anche la colazione, e non solo quella, cambia gusto.

Ma in questo mare magnun di possibilità, a volte orientarsi diventa un'impresa. Si passano minuti lunghissimi davanti agli scaffali dei negozi intenti a leggere etichette, ingredienti, provenienze, marchi di qualità. Si confrontano prezzi e quantità, si valuta quanto sia conosciuto o meno un marchio e alla fine si ripone nel carrello "l'oggetto" di tante attenzioni e selezioni.

Io negli ultimi mesi ho provato vari prodotti: latte di cocco, mandorla, nocciola, riso, farro, avena, ...., insomma, davvero tanti, esclusi tutti quelli a base di soia che non fa parte, in nessuna forma, della mia alimentazione.  Alla fine ne ho promossi alcuni, tenendo in debito conto: sapore, prezzo, affidabilità dei produttori, e marchio bio.


Il primo premio se lo è aggiudicato il latte Bio ai Tre Cereali (di origine italiana) della Matt,  bevanda vegetale, completa e digeribile che unisce le proprietà nutrizionali dei 3 cereali: riso, orzo e avena, al suo buon sapore, naturalmente dolce.

Chiaramente il latte Bio ai Tre Cereali è privo di lattosio, ed è, quindi, un'ottima alternativa nei casi di intolleranza al latte. La sua ricetta a base di cereali italiani dalle antichissime tradizioni, ha un basso contenuto di grassi,  rendendo questa bevanda un valido aiuto per chi vuole alimentarsi in modo sano e nello stesso tempo mantenersi in forma. 

Io ne faccio e ne ho fatto uso sia come bevanda calda che fredda, soprattutto durante la lunga estate calda appena trascorsa. Inoltre, questo "latte", si rivela essere un ottimo alleato per la preparazione di salse dolci e sfiziose ricette.

Quindi, se non sapete orientarvi o cogliete l'attimo e vi fidate del mio suggerimento, il latte della Matt non vi deluderà!

(*) Ingredienti: Acqua, cereali* 15% (riso* ORZO*, AVENA*), olio di semi di girasole spremuto a freddo*, sale marino. (*da agricoltura biologica)
- Good luck  AntonellaC. -

Siero capelli: anticaduta e fortificante

lunedì 12 settembre 2016

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Ecco, ci siamo quasi, ci avviciniamo con passi da gigante all'autunno, anche se il clima è ancora tipicamente estivo, ed insieme all'autunno, a breve, ci ritroveremo a fare i conti con la caduta dei capelli.

Bisogna cominciare immediatamente a rendere i nostri capelli più forti, stimolando la crescita e anche rallentando la caduta, che in molti casi è davvero copiosa e si concentra in poche settimane creando non poche ansie in chi si trova le mani piene di capelli ad ogni shampoo.

La caduta, chiaramente, è fisiologica, ma mettere in campo qualche escamotages per rendere il tutto più soft e aiutare il bulbo pilifero a dare " il meglio di se" è un'ottima tattica!!

Vi lascio alla visione del video dove trovere anche tutte le modalità di applicazione & Co.


Postilla ;-) se non riuscite a reperire alcuni ingredienti come ad esempio la provitamina B o la maca, fate uso unicamente dei due oli essenziali che non avrete alcuna difficoltà a reperire. Potrete, in modo estemporaneo, miscelarli al gel di aloe ogni volta che deciderete di procedere con il trattamento pre-shampoo!!

Per ogni domanda resto chiaramente a vostra disposizione.
- Good luck AntonellaC. -

Tea tree: il pronto soccorso naturale.

lunedì 29 agosto 2016

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Oggi vi propongo un mio articolo scritto per il portale BenessereCorpoMente.it  (che vi consiglio di visitare spesso in quanto ricco di contenuti relativi al benessere naturale e sempre aggiornatissimo).

L’olio essenziale estratto dall’”albero del tè”, distillato dalla pianta australiana Melaleuca alternifolia appartiene a quei rimedi di vecchia data di cui con il tempo si è estesa la conoscenza e l’impiego. Già nel 1920 la sua attività germicida rivestiva grande importanza. Il suo ruolo di antibatterico, antivirale, antifungineo e antiprotozoario ne fanno un rimedio oggetto di moltissimi e importanti studi e sperimentazioni anche in ambiente scientifico.

Queste sue proprietà e potenzialità hanno fatto si che lo stesso venisse chiamato “armadietto delle medicine in un’unica bottiglia”! All’inizio della seconda guerra mondiale, il governo australiano equipaggiò con una bottiglia di olio essenziale di tea tree ogni kit di primo soccorso dell’esercito e la marina australiana, questo tanto per farvi comprendere quanto l’uso di questo rimedio fosse importante. Senza volermi addentrare in discorsi tecnici e di pertinenza medica, vorrei solo ricordare che l’uso clinico dell’olio di tea tree è descritto in monografie pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella Farmacopea britannica e La Pharmaceutical Society of Great Britain, tanto per citarne alcune…



Suggerimenti ed avvertenze

Per quanto riguarda l’uso personale dell’olio essenziale, le possibilità sono davvero molto varie e la sua efficacia davvero impareggiabile. Mi “limiterò” a citare i primi 5 punti e quindi 5 possibili efficaci impieghi che potranno davvero sortire benefici effetti, spesso impensabili a priori. Nel prossimo articolo prenderò in considerazione i successivi altri 5 impieghi che traggono giovamento dall’uso del tea tree.

Regolette da non dimenticare: prima regola da tenere in considerazione, prima di passare all’uso dell’olio, è accertarsi sempre che l’etichetta della bottiglietta (che dovrebbe essere di vetro scuro), riporti tutte le indicazioni essenziali che fanno di un olio essenziale, un olio sicuro (paese d’origine, data di produzione, metodo d’estrazione, qualità, ecc.). Seconda regola: non assumere per via interna. Terza regola evitarne l’applicazione su bambini molto piccoli e donne in gravidanza.

5 usi dell’olio essenziale di tea tree

1. Herpes labiale, “molto in voga” nella stagione estiva, può essere trattato non appena sopraggiunge la sensazione di pizzicore formicolio che preannuncia l’arrivo del fastidioso disturbo. Basterà tamponare 2-3 volte al giorno la zona delimitata con olio essenziale puro di tea tree. Questo aiuterà a ridurre i disagi ed accorciare i tempi di risoluzione, se non a prevenirne l’insorgenza.

2. Naso chiuso e/o seni congestionati: qualche goccia di olio essenziale in un bagno di vapore o in un vaporizzatore. Anche le piccole ulcere nasali possono essere trattate con o.e. di tea tree puro.

3. Infezioni funginee della pelle tra cui ricordiamo il piede d’atleta, la tigna, l’onicomicosi (infezione riguardante le unghie), Jock, eczemi vari, ecc. possono trarre giovamento con l’applicazione del Tea tree.

4. Acne vulgaris: le proprietà antinfiammatorie del Tea tree ne fanno un ottimo rimedio, paragonabile per efficacia al perossido di benzoile (cheratolitico usato spesso per il trattamento dell’acne), ma con meno effetti collaterali indesiderati (secchezza, rossore, desquamazione, prurito). L’azione antinfiammatoria dell’olio essenziale ha anche il merito di ridurre l’importante effetto visivo nei casi di acne più gravi.

5. Infezioni vaginali: tra le quali Candida albican “croce” di molte donne, traggono giovamento con l’applicazione di emulsioni a base di Tea tree o con semicupi sempre a base di questo olio essenziale.
Senza dimenticare gli usi domestici che rendono l’o.e. di tea tree davvero insostituibile. Vi aspetto nel prossimo articolo, in cui mi impegno a suggerirvi qualche facile ricetta per farne un uso sicuro ed efficace.

Boswellia serrata: addio agli antinfiammatori

lunedì 30 maggio 2016

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Conosciuto nella sua terra natale come incenso indiano, la Boswellia serrata è una resina usata da tempi memorabili come incenso nelle cerimonie religiose, infatti nei tempi antichi, indù, babilonesi, persiani, romani, cinesi e greci, nonché antiche civiltà americane, utilizzavano le resine naturali per l’imbalsamazione e per le fumigazioni. Questi popoli credevano inoltre, che tali resine una volta entrate in contatto con il fuoco, sviluppassero un fumo e una fragranza, che non solo potevano dare pace alle loro anime, ma sarebbero state gradite anche agli dei. Queste resine, dunque, venivano bruciate durante le cerimonie sacrificali e nei rituali quotidiani per prevenire e contrastare l’influenza degli spiriti maligni sulle anime o per onorare i morti e viventi. Anche le medicine popolari antiche ne facevano abbondante uso per il trattamento di malattie infiammatorie croniche. La parte resinosa della Boswellia serrata contiene infatti delle componenti che inibiscono gli enzimi infiammatori. Da non dimenticare che la Boswellia serrata è strettamente correlata alla Boswellia sacra, l’incenso della Bibbia.

Boswellia e Ayurveda

La Boswellia serrata è una delle piante antiche più apprezzate in Ayurveda. Oltre al suo uso benefico per l’artrite ed i dolori reumatici, questa resina gommosa è anche menzionata nei testi tradizionali Ayurvedici e di medicina Unani, come un rimedio efficace per dissenteria, tigna, foruncoli, febbre in quanto antipiretica,pelle e malattie del sangue, malattie cardiovascolari, ulcere della bocca, mal di gola, bronchite, asma, tosse, perdite vaginali, perdita dei capelli, ittero, emorroidi, malattie sifilitiche, mestruazioni irregolari e per la stimolazione del fegato. La medicina moderna e la farmacologia sottolineano fortemente il suo uso come antiartritico, antinfiammatorio, antiiperlipidemico (controlla cioè i lipidi nel sangue), antiaterosclerotico, analgesico, in quanto allevia moltissimo il dolore ed epatoprotettivo.
Gli usi della resina

La resina della Boswellia ha potenti proprietà antinfiammatorie, ed è usata per il trattamento di artrite, osteoartrite e altre condizioni infiammatorie. Molti pazienti hanno ottenuto risultati molto più rapidi ed efficaci rispetto all’uso di antinfiammatori convenzionali. Numerosi studi clinici hanno infatti dimostrato che la Boswellia non è solo efficace, ma anche molto sicura come alternativa alla terapia farmacologica per la gestione a lungo termine delle condizioni infiammatorie e dolorose come quelle artritiche. A differenza dei farmaci, che hanno il comune effetto collaterale di causare problematiche gastriche anche molto gravi, la Boswellia, offre oltre alle proprietà curative antinfiammatorie e analgesiche antidolorifiche, anche quelle estremamente importanti di protezione per il tratto gastro-intestinale. Gli studi hanno infatti dimostrato la riduzione dei sintomi anche nei pazienti sia con la malattia di Crohn che con la colite ulcerosa.

I vantaggi nell’uso della resina includono:
  • riduzione dell’infiammazione delle articolazioni in tutte le zone del corpo
  • protezione delle articolazioni e dei legamenti nei processi infiammatori
  • riduzione/scomparsa del dolore
  • proprietà curative benefiche per il sistema gastrointestinale
Boswellia serrata ed asma

La Boswellia risulta essere anche un ottimo rimedio per il miglioramento della funzione polmonare nei soggetti asmatici. Diversi importanti studi effettuati in Germania dimostrano un netto miglioramento dell’asma bronchiale, evidenziato dalla scomparsa dei sintomi fisici come la dispnea, i rumori come rantoli o sibili, e il numero degli attacchi.

Melissa: proprieta' e benefici.

martedì 16 giugno 2015

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La melissa (Melissa officinalis) è una pianta dalle ottime proprietà calmanti e sedative. In fitoterapia viene utilizzata soprattutto per la preparazione di tisane, soprattutto sotto forma di infuso o di decotto. Se non avete la possibilità di raccogliere la melissa fresca, potete acquistare la melissa essiccata in erboristeria. Cresce come pianta spontanea nei prati e in campagna ma allo stesso tempo la melissa è facile da coltivare sia in vaso che in giardino. In primavera e in estate potrete raccogliere le sue foglie da essiccare per l'inverno e per l'autunno, stagioni in cui la tisana alla melissa è considerata utile per prevenire il raffreddore.

Proprietà e benefici della melissa

La melissa è considerata una vera e propria erba del relax, come la passiflora, la malva e la camomilla, utile per preparare tisane rilassanti in caso di ansia, agitazione e preoccupazioni. La melissa gode inoltre di ottime proprietà calmanti e sedative, utili in caso di tosse, raffreddore e influenza. Un aspetto importante dell'assunzione della melissa sotto forma di tisana riguarda la sua capacità di contribuire ad abbassare la febbre e ad eliminare le tossine in eccesso intrappolate nell'organismo.


Le proprietà rilassanti della melissa permettono di utilizzarla sia per preparare delle tisane per riuscire a dormire meglio e per combattere l'insonnia, sia di realizzare dei cuscini di erbe che favoriscano il buon sonno, ad esempio potrete abbinare la melissa essiccata ad altre erbe e piante officinali tra cui troviamo la lavanda, la camomilla, il rosmarino e il timo per la preparazione dei vostri cuscini aromatici, balsamici e rilassanti.

La melissa viene consigliata in particolare in caso di ansia, soprattutto quando genera somatizzazioni a livello del sistema gastrointestinale. La melissa infatti agisce come antinfiammatorio e antispastico ed è in grado di alleviare disturbi come nausea, indigestione, crampi addominali ma anche dolori legati al ciclo mestruale.

Inoltre la melissa è utile in caso di mal di testa grazie all'olio essenziale presente nelle sue foglie, che è in grado di calmare e rilassare il sistema nervoso ma anche i muscoli. Infine, l'assunzione dell'infuso di melissa viene consigliata dopo i pasti per aiutare la digestione e ridurre i sintomi della gastrite. Potrete utilizzare le foglie fresche di melissa anche in cucina: aggiungete la melissa alle insalate per godere delle sue proprietà digesitve.

Come preparare una tisana alla melissa

Per preparare una tisana alla melissa sotto forma di infuso calcolate di utilizzare 1 cucchiaino di foglie di melissa essiccate per ogni tazza da 250 ml di acqua calda. Versate la melissa essiccata in ogni tazza e coprite con acqua calda. Lasciate in infusione per 5 minuti e filtrate. Se occorre, dolcificate a piacere.

Se volete preparare una tisana alla melissa sotto forma di decotto, quindi utilizzando la melissa fresca, vi serviranno due cucchiaini di foglie di melissa tritate ogni 250 ml d'acqua. Portate ad ebollizione l'acqua con le foglie di melissa fresche, lasciate sobbollire per 5 minuti, filtrate e versate.

Per rendere più gradevole la tisana alla melissa potrete aggiungere qualche goccia di succo di limone oppure scegliere un dolcificante naturale, ad esempio miele o sciroppo di agave. Potete bere 1 o 2 tazze di melissa al giorno.

La tisana alla melissa è consigliata in caso di stress, insonnia, agitazione, influenza, raffreddore, dolori addominali e mal di stomaco.
- From GreenMe Marta Albè -

Faccio sempre gli stessi errori, perchè?

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L’uomo sbagliato, l’amico approfittatore, il lavoro che opprime: quando ci ricaschi non combattere ma guarda dentro di te: e se quegli errori li cercassi tu?

Se un problema si ripresenta come una costante nella nostra vita, è inutile lamentarsi e prendersela con la sfortuna o con il destino cinico e baro. Anzi, la cosa migliore è agire in senso contrario ribaltando la prospettiva: siamo proprio noi, inconsapevolmente, a cercare quel problema! Possibile? Si, perché la nostra anima ci orienta sempre verso la direzione in cui è nascosta la nostra vera identità e solo incontrandola possiamo utilizzare tutte le energie interiori che fino ad oggi non abbiamo sfruttato e realizzare noi stessi. Se dunque la nostra identità si cela proprio in quello sbaglio, è lì che l’anima, inesorabilmente ci porta, fino a che non apriamo bene gli occhi… “Quando potrò finalmente essere felice?” ripetono molte persone, rinviando all’infinito il benessere. Ad esempio Chiara si lamenta delle sue relazioni, sempre sbagliate, che la fanno soffrire,: “Sono troppo generosa, do tutta me stessa, faccio ogni cosa per loro, li amo alla follia e loro invece...finiscono sempre a letto con un’altra!”. È un caso o c’è un senso se incontra solo dei “Casanova”? Non è un caso…

Se ritorna…non è per caso!
Le persone convinte di non poter essere felici fino a quando non avranno risolto “il loro problema” incontreranno continuamente casi simili, cercando “di chi è la colpa” e innescando così conflitti interminabili che avvelenano l’esistenza. Il grande psicanalista James Hillman diceva: “In un certo senso desideriamo i nostri problemi, ne siamo innamorati nella stessa misura in cui vorremmo liberarcene”. Impossibile? Eppure proprio quando sembra che le cose vadano meglio, capita che siamo proprio noi ad “andarcela a cercare”, ed ecco la ricaduta. Uno dei casi più evidenti è quello delle coppie in cui ci si lascia e ci si riprende a ripetizione: “Basta, non ce la faccio più! Lo lascio!”. Passa una settimana ed ecco la telefonata riparatrice. “So che non cambierà mai, che mi farà soffrire. Ma senza di lui non riesco a stare”. Da una parte vorresti liberartene perché ti fa soffrire, ma nello stesso tempo non puoi farne a meno, e appena si allontana lo insegui. Ma perché allora rincorriamo i problemi? La risposta è importante: perché l’anima sa che proprio lì si nasconde qualcosa di essenziale per la nostra esistenza, sa che quel problema racchiude una parte di noi che ha bisogno di essere conosciuta, che magari facciamo fatica ad accettare. Si tratta di una componente fondamentale del tuo carattere con cui hai un conflitto che chiede di essere accolta e ascoltata. Preme da dentro e orienta la vita, mandandoti continuamente in direzioni che ti appartengono, anche se ti fanno soffrire.

Dare voce al proprio sè
Numerose testimonianze di persone che soffrivano affermano che dopo aver riconosciuto “il vero nucleo del problema” che non era altro che interno a se stesse, hanno preso maggior consapevolezza di sé: “ Da quando ho capito che in amore voglio essere io quella che dipende - racconta Viola - ho smesso di cadere come una stupida tra le braccia di uomini che poi si approfittavano di me e della mia buona posizione economica. Ora so distinguere l’uomo…da un parassita!”. Quel che Viola ha compreso è che la persona con la quale il “problema ricorrente” si presenta in realtà non c’entra per niente con quel problema; la lotta è tutta fra te e un lato della tua personalità che neghi ma che ti appartiene e tu “usi” l’altra persona per mettere “in scena” il tuo conflitto! Se tutto questo è vero, vuol dire che gli ostacoli sono preziosi, che ne hai bisogno e che sei proprio tu a cercarli perché lì si celano quelle energie e capacità che aspettano solo di essere scoperte e sviluppate.

I benefici effetti del sale rosa dell'Himalaya

lunedì 20 aprile 2015

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Grotta di sale

Il Giardino di Sale è la prima Grotta di Sale Professionale a Bologna con un dispositivo medico che possiede i requisiti Europei di qualità secondo la direttiva CE 93/42 EEC e la struttura completamente rivestita da Sale Rosa Himalayano naturale certificato, in grado di generare un benessere fisico e mentale.


Il progetto della “Grotta di Sale” è studiata e applicata da illustri medici, come in Inghilterra, dove è stato realizzato un progetto sulla BPCO, riconosciuto dalla Sanità Nazionale (NHS) e mutuabile.

Il dispositivo controlla un impianto di aspirazione per il ricambio d’aria e sterilizzazione dell’ambiente, tra una sessione e l’altra, fornito di un sensore laser che è in grado di misurare 300 volte al minuto il microclima che si ricrea all’interno della Grotta, quindi, l’umidità, la temperatura e le particelle immesse all’interno della stessa.

Il dispositivo medico lavora durante tutto il periodo della sessione per mantenere vivi gli ioni negativi.

Diversi studi hanno dimostrato che la forte esposizione agli ioni positivi nel nostro quotidiano (come cellulari, computer, televisione), oltre all’ inquinamento atmosferico, batteriologico, fumo passivo, pollini, predispongono all’ insorgenza di patologie acute e croniche.

Creando artificialmente nell’aria una ionizzazione negativa, sperimentazione eseguita in alcuni luoghi di lavoro, si è riscontrato una notevole riduzione delle malattie da raffreddamento, quindi, un miglioramento della qualità della vita personale e lavorativa.

Sembrerebbe, quindi, che il deficit di ioni negativi sia un fattore determinante per la mancanza di capacità di concentrazione, di rendimento e che esso sia una delle cause che scatenano disturbi psico-somatici. In caso di mancanza di piccoli ioni negativi favorevoli dal punto di vista bioclimatico, i grandi ioni raggiungono le vie respiratorie.

L’ideale sarebbe comunque poter soggiornare in ambienti correttamente ionizzati. Gli ioni, positivi e negativi, sono nell’aria che respiriamo, ma non tutti sono benefici. Cefalee, irritazioni, allergie, molto spesso sono causate da un’atmosfera molto inquinata: fumo, radioattività, polvere, batteri, virus sono compagni molto graditi agli ioni positivi.
Benefiche invece le molecole d’ossigeno degli ioni negativi (i valori vanno letti al contrario del loro significato originale: positivi = no, negativi = si).

Gli Ioni Negativi puliscono l’aria, favoriscono la concentrazione e il benessere fisico,
costituiscono il meccanismo di pulizia naturale del corpo.


Gli effetti benefici

- Minor tendenza a raffreddori ed influenze.

- Miglioramento del sonno, meditazione e rilassamento.

- Aumento della capacità polmonare.

- Aumento dell’utilizzo delle vitamine B e C.

- Sollievo da allergie e febbre da fieno.

- Sollievo da emicranie.

- Sollievo delle vie respiratorie e del naso.

- Riduzione di intensità degli attacchi d’asma.

- Miglioramento del sistema immunitario.

- Sollievo dal disagio causato da un eccesso di serotonina (“ormone del buon umore” quando il tasso di serotonina nel sangue sale ci si sente nervosi, tesi, depressi) e stamina nell’organismo.

- Sollievo da gola irritata, tosse bronchiale, nausea.

- Normalizzazione di squilibri ormonali.

- Diminuzione dell’irritabilità, depressione e tensione.

- Aumento dell’attenzione.

- Aumento della produttività lavorativa.

- Miglioramento della concentrazione.

- Funzionamento più efficace di tutto l’organismo.

  • Indirizzo: Via Bondi 3 d-e - Bologna
    Telefono: 051 0950383
    E-Mail: info@ilgiardinodisale.com

Per il servizio naturopatico sono presente presso il Giardino del Sale previo appuntamento da fissare al centro.
- Antonella CromoBologna -

L'energia delle emozioni

martedì 14 aprile 2015

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La Medicina Tradizionale Cinese considera che tutte le malattie e le sofferenze fisiche di origine interna nascono dallo squilibrio delle emozioni.


Il Taoismo, la cui filosofia è alla base dell’energetica cinese, individua cinque emozioni primarie collegandole ai principali organi interni: la gioia al Cuore, la collera al Fegato, la paura al Rene, la tristezza al Polmone, il pensiero ansioso alla Milza.

Questa classificazione non è arbitraria, le emozioni si manifestano nel corpo in maniera fisiologica essendo necessarie alla vita e all'equilibrio degli organi stessi, ma possono manifestarsi in maniera patologica creando degli squilibri:
  • il Cuore si apre in un clima gioioso, ma la troppa gioia fa palpitare il Cuore e sconvolge il plesso solare;
  • la collera può essere una valvola di sicurezza per salvaguardare l’integrità del Fegato, ma la rabbia in eccesso lo danneggia;
  • la paura ci stimola ad agire con prudenza conservando l’energia nei Reni, ma se sproporzionata e irragionevole provoca una perdita di liquidi e di energia essenziale;
  • la tristezza favorisce l’interiorizzazione e la sensibilità percettiva utili al Polmone, ma l’eccesso o la mancanza di pianto blocca il petto e intasa le vie respiratorie;
  • la riflessione è necessaria alla Milza per dare forma ai pensieri, ma l’eccesso di preoccupazione provoca disturbi allo stomaco.
Non ci sono quindi emozioni negative in sé, ognuna ha la sua funzione nel garantire e favorire la vita, sono le emozioni eccessive o cronicamente trattenute che fanno nascere le patologie.

L’attività emotiva è vista come una normale risposta fisiologica agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno. Entro i limiti normali, le emozioni non causano alcuna malattia o debolezza nel corpo. Tuttavia, quando le emozioni diventano così potenti da diventare incontrollabili, tanto da sopraffare o possedere la persona, allora possono provocare gravi lesioni agli organi interni e aprire la porta alla malattia. Non è l’intensità quanto la durata prolungata o un’emozione estrema, che provocano danni.

Mentre i medici occidentali tendono a sottolineare gli aspetti psicologici dei disturbi psicosomatici, il danno patologico agli organi interni è molto reale ed è di primaria importanza per la guarigione.

Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) si parla di sette emozioni:
  1. Gioia
  2. Rabbia
  3. Ansia
  4. Rimuginazione
  5. Dolore
  6. Paura
  7. Spavento

Gioia

La gioia si riferisce ad uno stato di agitazione o di sovreccitazione.
Quando si è troppo gioiosi, si disperde lo spirito che non può più essere conservato, afferma il Lingshu (L’Asse Vitale). Tuttavia, in MTC, la gioia si riferisce a uno stato di agitazione o di sovreccitazione (euforia), piuttosto che al concetto più passivo di appagamento profondo. L’organo più colpito è il cuore.
La superstimolazione può portare a problemi di fuoco di cuore, connesso con sintomi quali sensazioni di agitazione, insonnia e palpitazioni.

Rabbia

La rabbia potrebbe portare alla pressione sanguigna elevata. La rabbia, come descritto dalla MTC, copre l’intera gamma delle emozioni correlate, ivi compresi risentimento, irritabilità e frustrazione.
Una stasi di sangue rende la persona incline all’ira. La rabbia sarà quindi in grado di influenzare il fegato, con conseguente stagnazione del suo Qi. Questo può portare alla risalita dell’energia del fegato alla testa, con conseguente cefalea, vertigini e altri sintomi. Nel lungo periodo può portare a pressione alta e può causare problemi allostomaco e alla milza.
È comunemente osservato che le persone rubiconde, “sanguigne”, con il viso arrossato, sono più inclini di altre a improvvisi attacchi di collera alla minima provocazione.

Ansia

L’ansia può bloccare il Qi manifestandosi rapidamente con la respirazione superficiale. Quando ci si sente in ansia, il Qi si blocca e non si muove.
L’Ansia ferisce i polmoni, che controllano il Qi attraverso la respirazione. I sintomi più comuni di ansia estrema sono la ritenzione del respiro, la respirazione poco profonda e irregolare. La mancanza di respiro sperimentato durante i periodi di ansia è comune a tutti. L’ Ansia ferisce anche l’organo accoppiato ai polmoni, il grosso intestino. Ad esempio, le persone iper-ansiose sono inclini alla colite ulcerosa.

Rimuginazione

Troppo stimlo intellettuale può causare pensosità.
In MTC, la pensosità o la concentrazione sono considerate il risultato del pensare troppo o di un’eccessiva stimolazione mentale ed intellettuale. Qualsiasi attività che comporti un eccessivo sforzo mentale, può comportare il rischio di causare disarmonia.
L’organo più direttamente a rischio è la milza. Questo può portare a un deficit di Qi di milza, causando a sua volta preoccupazione e conseguente affaticamento, letargia, e incapacità di concentrarsi.

Dolore

Il dolore che rimane irrisolto è in grado di creare disarmonia nei polmoni. I polmoni sono più direttamente coinvolti da questa emozione.
Una espressione normale e sana del dolore può essere espressa in forma di singhiozzi, che originano nel profondo dei polmoni – respiro profondo ed espulsione dell’aria con il singhiozzo.
Tuttavia il dolore che rimane irrisolto e diventa cronico, è in grado di creare disarmonia nei polmoni, indebolendo il suo qi. Questo a sua volta può interferire con la funzione del polmone, di far circolare il Qi nel corpo.

Paura

La paura che non può essere espressa rischia di portare alla disarmonia nei reni. La paura è un’emozione umana normale e adattativa umana. Ma quando diventa cronica e la causa non può essere individuata e risolta, allora è probabile che porti alla disarmonia.
Gli organi più a rischio sono i reni. In caso di estrema paura, la capacità del rene di trattenere il Qi, può essere compromessa portando alla minzione involontaria. Questo può essere un problema particolare per i bambini.

Spavento

Lo spavento è un’altra emozione non specificamente correlata ad un solo organo.
Si distingue dalla paura per la sua natura improvvisa e inaspettata.
Lo spavento colpisce principalmente il cuore, soprattutto nelle fasi iniziali, ma se persiste per un certo tempo, diventa paura e si sposta ai reni.

Quindi se avete problemi digestivi, respiratori, etc probabilmente vi riconoscerete nell’emozione ad essi associata. Le emozioni fanno parte della vita dell’essere umano e sono perfettamente naturali. Quando però accade l’identificazione con le storie della mente e agli stati emotivi, allora questi che sono oggetti che passano nella Coscienza diventano un soggetto che cresce a dismisura esponenzialmente creando squilibri nella nostra vita e nelle persone attorno a noi. Quando ritorna ad essere chiaro chi è il soggetto (Coscienza) e l’oggetto (emozioni, pensieri) allora tutto riacquista il naturale equilibrio.
- from: Dionidrem -

Pilosella, il super drenante naturale

giovedì 9 aprile 2015

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In gocce o capsule, facilita l’eliminazione di liquidi e tossine, ma è molto utile anche per contrastare la cellulite e la ritenzione di vecchia data.


Un’erba conosciuta da molti secoli

Si tratta è un’erba amara dai caratteristici fiori gialli presente soprattutto nelle zone montane in tutta Europa, segnalata per la prima volta da Santa Hildegarda di Bingen già nel XII secolo come tonico del cuore e diuretico.

Depura i reni e disintossica il fegato

La parte utilizzata è la pianta intera (e possibilmente fresca). Con essa si produce principalmente la Tintura Madre, ma anche l’estratto fluido, l’estratto secco, i decotti e le tisane sono spesso utilizzati per sfruttare le sue proprietà. L’attività principale della Pilosella è diuretica e drenante renale, quindi ideale per combattere la ritenzione idrica e favorire l’eliminazione delle tossine anche in concomitanza di un eventuale sovrappeso (tipico in questa stagione) e di cellulite. In più, esercita anche un’attività antisettica urinaria esplicata da sostanze di tipo cumarinico. Grazie alla presenza di flavonoidi, riduce gli acidi urici, il cui aumento è legato a molti disordini alimentari (come l’abuso di carne). Stimola la produzione e il flusso di bile, potenziando così il lavoro detossificante del fegato.

In gocce o capsule, ecco gli abbinamenti ideali

Gli estratti più comuni della pilosella sono la Tintura Madre (30 gocce 3 volte al dì), l’estratto fluido (3/5 grammi al dì) e l’estratto secco titolato in capsule da 50-100 mg (1-3 cps al dì). La Pilosella si presta ad associazioni che sfruttano importanti sinergie per il nostro organismo. Per potenziare l’azione diuretica abbinatela con Ortosiphon e Gramigna (30 gocce di ogni pianta, anche nello stesso bicchiere). L’eliminazione di tossine e di acido urico è invece favorita dall’associazione con Linfa di Betulla macerato glicerico (50 gocce 2 volte al dì, alternate con la TM di Pilosella). Se vogliamo invece concentrarci sul fegato, sicuramente possiamo scegliere l’abbinamento con il Tarassaco e il Carciofo: preparate una miscela in parti uguali e prendetene 30 gocce tre volte al di. Per riavviare il metabolismo, utilizzate un abbinamento di estratti secchi di Pilosella e Gambo d’ananas in capsule da 50-100 mg (2 volte al dì).
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Superdifese con la noce moscata

martedì 24 febbraio 2015

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Questa spezia di origine indonesiana sollecita le difese e apporta benefici anche all’intestino, con un’azione antinfiammatoria su tutto il corpo.


La Myristica fragrans è un albero tropicale i cui frutti simili alle albicocche, una volta maturi, si spaccano in due svelando al loro interno una noce purpurea da cui si estrae l’olio essenziale di noce moscata. Esportata dagli arabi e originaria delle isole Molucche e dell’Indonesia, questa spezia fu motivo di conflitti in Occidente ove le principali potenze cercarono di aggiudicarsene il monopolio; il suo aroma esotico e inebriante conquistò anche Paracelso che, in epoca barocca, se ne servì per creare il cosiddetto “balsamo nervale”, un unguento usato contro l’astenia fisica. La noce moscata, che oggi viene largamente impiegata in ambito culinario , è in realtà anche una pianta “medicinale”, dalle notevoli proprietà stimolanti, carminative, sedative e immunostimolanti. Per questo può essere una valida risorsa curativa soprattutto a febbraio, quando l’organismo spesso si ritrova “scarico” di difese e pieno di metaboliti e tossine accumulati durante la lunga pausa invernale: il consiglio è di aggiungerla come condimento sui cibi dolci e salati, grattugiandola al momento. Ma anche l’olio estratto dalla noce moscata può essere un valido supporto grazie alle sue proprietà: diffuso negli ambienti combatte le infezioni delle vie aeree e versato sulla spugna (2 gocce), sotto la doccia riattiva le difese della pelle e dissolve anche i dolori ossei tipici dell’influenza.

Combatte i virus gastrointestinali
Le virtù terapeutiche della noce moscata agiscono in modo positivo anche su tutto l’apparato gastrointestinale, che spesso viene coinvolto dal contagio virale: un pizzico di spezia stimola la digestione ma calma anche nausea e vomito, apportando benefici in caso di infezioni dell’apparato digerente. In questi casi si consiglia anche di aggiungere una grattugiata di noce moscata allo yogurt naturale del mattino, in modo da fare scorta sia di probiotici che di sostanze disinfettanti. Bisogna, però, usare questa spezia con parsimonia, non eccedendo con le dosi poiché potrebbe risultare eccessivamente stimolante per il sistema nervoso.

Con “lei” prepari un infuso antivirale
Le proprietà carminative della noce moscata si rivelano utili nei casi di fermentazione intestinale e patologie virali che coinvolgono il tratto digerente. In questi casi si usa come infuso. Aggiungi una spolverata di noce moscata appena grattugiata a un cucchiaino di menta piperita (foglie essiccate) e uno di radice di zenzero grattugiata; lascia in infusione 5 minuti, filtra e bevi.

Utile anche per il massaggio
Quando stanchezza, rigidità e affaticamento muscolare ti espongono a strappi e indolenzimento dei tessuti, un massaggio con olio essenziale di noce moscata può tonificare i tuoi muscoli arrecandoti sollievo. Versa 8 gocce del suo olio a in 250 ml di olio di arnica e friziona le zone dolenti effettuando un massaggio circolare due volte al dì.
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Leggere

sabato 3 gennaio 2015

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In nome del padre e della madre. Il legame archetipico tra famiglia e malattia.


Che cos'è la malattia e perché si scatena?

La nuova medicina di Hamer ne ha descritto il decorso e l’innesco dal punto di vista biologico, ma l’essere umano non è solo biologia: è anche e soprattutto psiche. La malattia è sicuramente la soluzione biologica di un conflitto psichico, come afferma la nuova medicina, però essa prende il sopravvento solo quando non possiamo attingere a ciò che ha fondato l’umanità, a ciò che l’ha differenziata per sempre dall'animale esclusivamente biologico che era stata fino ad allora. Sono infatti lo psichismo, la cultura e la creatività a contraddistinguere l’essere umano rispetto a tutte le altre specie.

Insieme alla biologia e a tutto il suo repertorio di soluzioni, la trasmissione ereditaria consegna anche questa tappa fondamentale dell’evoluzione – la scoperta della psiche – perché è stata la più vincente e significativa del nostro percorso. Insieme all'archetipo biologico, dunque, la vita trasmette anche l’archetipo psichico.
Questa risorsa fondamentale viene spesso offuscata o repressa dal modello genealogico che ogni famiglia trasmette ai suoi membri nel susseguirsi delle generazioni.

L’archetipo psichico diventa così un anelito a cui si tende per la propria realizzazione e autenticità, impedite dalla fedeltà inconscia al modello psicogenealogico. Ciò innesca una lotta interiore che deve necessariamente trovare una soluzione: di ciò si incarica quella parte di noi che ha più storia e repertorio di soluzioni alle spalle, la biologia, che interviene però con i suoi mezzi e secondo le sue proprie ragioni – come ha ben dimostrato la nuova medicina. Quello che fa pendere la bilancia da una parte o dall'altra è il sistema familiare, che detta obblighi e divieti di base: l’obbligo di essere una donna o un uomo in un certo particolare modo; il divieto di essere quello che siamo. Questo codice di legge familiare nega e offusca l’autenticità, che altro non è se non la libera espressione dell’archetipo psico-antropologico, che ci costituisce tanto quanto quello biologico. La malattia è dunque il ricorso forzato alla biologia in carenza di archetipo psichico, a causa di una fedeltà inconscia al modello psicogenealogico trasmesso dalla famiglia.

In nome del padre e della madre – Il legame archetipico tra famiglia e malattia indaga ed esplicita tutto questo percorso:

volume I: L’invenzione del padre (origine dell’archetipo biologico e dell’archetipo psichico);
volume II: Contratti firmati col sangue – Il sistema transgenerazionale della famiglia (struttura del modello psicogenealogico familiare);
volume III: Acqua e aria, madre e padre, maschile e femminile – I conflitti biologici come conflitti psicogenealogici (decodificazione psicogenealogica del sintomo).

VOLUME I
L’invenzione del padre

Il primo libro della trilogia dedicata al legame tra famiglia e malattia tratta della nascita di ciò che ci accomuna tutti: come si sono formati ed evoluti il nostro corpo e il nostro cervello – l’archetipo biologico – e come e quando è nata la nostra specificità di esseri pensanti e parlanti, quella che ci differenzia da ogni altra specie – l’archetipo psico-antropologico. La biologia fornisce le migliori risposte ai conflitti che viviamo in base alle soluzioni che ha repertoriato nel corso della sua lunga storia, così come fa la nostra componente psichica, che è però molto più recente ed è inoltre inficiata dalle trasmissioni familiari che si codificano nel corso delle generazioni. La nascita dell’umanità – l’invenzione della psiche – corrisponde alla nascita del padre “responsabile”: una figura completamente ignota alla natura, la quale conosce solo padri biologici che non si occupano dei figli né hanno legami stabili con la femmina.

Col padre nasce anche un rapporto tra uomo e donna che si sostituisce a quello tra maschile e femminile proprio della biologia: nasce la coppia monogamica – anche questa sconosciuta alla natura – e nasce anche la famiglia. Il figlio diventa l’esito di un triangolo edipico – non è più figlio della sola madre – e il maschile e il femminile acquisiscono così un significato in termini genealogici, oltre che archetipici. La successione delle generazioni si struttura in un modello che spesso offusca la grande risorsa costituita da ciò che ha fondato la stessa umanità e il suo successo evolutivo: la creatività, lo psichismo e la parola – vale a dire l’archetipo psichico. Questo diventa un anelito a cui ciascuno tende per la propria realizzazione e autenticità, impedite però dalla fedeltà inconscia al modello genealogico-familiare. Ciò innesca una lotta interiore che deve necessariamente trovare una soluzione: di ciò si incarica quella parte di noi che ha più storia e repertorio di soluzioni alle spalle, la biologia, che interviene con i suoi mezzi e secondo le sue proprie ragioni – come ha ben dimostrato la nuova medicina. La malattia è dunque il ricorso forzato alla biologia in carenza di archetipo psichico, a causa di una fedeltà inconscia al modello psicogenealogico trasmesso dalla famiglia.

Il libro compie inoltre una ricognizione sul fondamento della mitologia culturale, in quanto esito della scoperta della psiche e della sua strutturazione in archetipo. Per le prime culture era necessario proteggere al massimo questa invenzione, collegata alla funzione genitoriale del padre, in quanto aveva strappato l’essere umano all'animalità e costituito il suo successo evolutivo. Di qui origina il patriarcato e la denigrazione-sottomissione del femminile che caratterizza la quasi totalità dei miti fondatori e delle prime civiltà. Un’analisi della Genesi da questo punto di vista ne costituisce il perno, perché la Bibbia è forse l’esempio più significativo della necessità propria delle prime culture di trasmettere la nuova funzione paterna e di evitare la regressione all'istinto e all'animalità, sancito dal quinto versetto dei Dieci Comandamenti, là dove Dio padre si presenta e riassume ciò di cui tratta alla fin fine il Libro: gli errori dei padri si trasmettono su tre o quattro generazioni.

VOLUME II
Come ci condiziona il Modello Familiare
Il sistema transgenerazionale della famiglia

Ogni individuo è costruito dalla sua famiglia tramite linee di trasmissione che gli conferiscono un’appartenenza biologica, antropologica e genealogica al contempo. Biologia e antropologia sono archetipi collettivi che la genealogia fonde e spesso confonde con se stessa, originando un modello cui ciascun individuo deve attenersi a causa del debito di riconoscenza che lega ciascuno ai suoi genitori (perché ci creano e ci accudiscono, ci originano e ci portano a maturità). Questo modello offusca la grande risorsa costituita da ciò che ha fondato la stessa umanità e il suo successo evolutivo: la creatività, lo psichismo e la parola – vale a dire l’archetipo psichico – che diventa così un anelito a cui ciascuno tende per la propria realizzazione, che si scontra col modello psicogenealogico a cui tutti siamo inconsciamente fedeli.

Il secondo libro della trilogia dedicata al legame tra famiglia e malattia tratta del suo funzionamento come sistema che si consolida su un ciclo di tre o quattro generazioni, andando a originare quel modello di maschile e di femminile che impedisce la libera espressione dell’autenticità individuale. Si tratta di teoria e pratica sistemico-relazionale della famiglia dal punto di vista transgenerazionale, volta a evidenziare le leggi e i codici sui quali si strutturano le trasmissioni che costruiscono un individuo: i ruoli e i contratti di relazione che legano una generazione all'altra e a tutte le altre, il modello psicogenealogico cui ciascun individuo sempre si attiene, spesso a suo scapito. Partendo dall'analisi del sottosistema della fratellanza e definendo i ruoli di primogenito, secondogenito, terzogenito, ecc., mettendone in risalto i vincoli sistemici di appartenenza e l’identità proiettiva assegnata loro dai genitori, in base ai loro propri vincoli e proiezioni da parte dei loro propri genitori, che a loro volta li hanno ricevuti dai loro in un processo proiettivo che incede a ritroso fino ai nonni e ai bisnonni, il libro si costituisce come un vero e proprio trattato di psicologia sistemica relazionale transgenerazionale svolto su quattro generazioni, corredato e supportato da un ampio spettro di esempi derivati da circa vent’anni di lavoro pratico e clinico.

VOLUME III
Acqua e aria, madre e padre, maschile e femminile
I conflitti biologici come conflitti psicogenealogici

La vita nasce nell'acqua e si evolve nell'aria, oggi come milioni di anni fa. L’essere primordiale è passato dall'acqua degli oceani ancestrali alle terre emerse e all'aria, così come ancora oggi tutti passiamo dalle acque fetali della madre all'aria del padre. Nell'acqua la riproduzione avveniva per partenogenesi, ovvero per duplicazione cellulare; con l’approdo all'aria si origina invece la differenziazione sessuale in femminile e maschile. L’acqua conosceva solo la madre, dunque, mentre l’aria origina il padre. L’encefalo ha seguito una linea evolutiva parallela: nell'acqua e nel primissimo approdo all'aria il cervello era costituito dal tronco cerebrale e dal cervelletto: il paleoencefalo; con l’aria si sviluppano il midollo e la corteccia cerebrale: il neoencefalo

L’ontogenesi ricapitola la filogenesi: prima nasce il foglietto embrionale interno – l’endoderma – e poi quello esterno – l’ectoderma – con il foglietto medio tra i due: il mesoderma antico (collegato all’endoderma) e quello recente (collegato all’ectoderma). Il paleoncefalo controlla e innerva tutti gli organi derivati dall'endoderma e dal mesoderma antico; il neoencefalo quelli derivati dall'ectoderma e dal mesoderma recente. Se l’acqua conosceva solo il femminile e il paleoencefalo, l’aria sviluppa il neoencefalo e il maschile. Così tutti gli organi derivati dal foglietto embrionale interno e medio antico – apparato digerente-escretore, reni, gonadi, derma, pericardio, peritoneo, pleura, ecc., controllati dal paleoencefalo (tronco cerebrale e cervelletto) – sono di matrice acquatica e dunque femminile. Gli organi originati dal foglietto embrionale esterno e medio recente invece – ossa, muscoli, tendini, cartilagini, midollo osseo, sistema nervoso, epidermide, bronchi, dotti vari, coronarie, cuore, ecc., controllati dal neoencefalo (midollo e corteccia cerebrale) – sono di matrice aerea e quindi maschili. I primi sono “madre” e i secondi “padre”. Ogni problematica inerente questi organi si può dunque classificare come maschile o femminile.

Così i conflitti codificati da Hamer – boccone, autodifesa, autosvalutazione, territorio, separazione – che innescano quella soluzione biologica speciale sensata chiamata malattia, diventano in realtà i prodotti di un conflitto primario col femminile o col maschile, il quale li ingenera proprio in virtù della loro caratterizzazione di genere. Gli organi designati alla metabolizzazione di un conflitto, di conseguenza, non solo non sono casuali perché sono dotati di una matrice embrionale e di un’afferenza cerebrale specifiche, ma sono selezionati in virtù della loro pertinenza “acquatica” femminile o “aerea” maschile. L’ultimo libro della trilogia dedicata al legame tra famiglia e malattia tratta dell’archetipo biologico e dei suoi legami con il sistema familiare transgenealogico, il quale detta un codice preciso di regole cui attenersi per essere uomini e donne, maschi e femmine. Dopo aver specificato la matrice embrionale e le afferenze cerebrali dei singoli organi – così come la nuova medicina di Hamer ha evidenziato – il testo assegna ciascun organo e sintomo alla linea materna e paterna (maschile o femminile) di provenienza, andando così a fondersi con la psicogenealogia sistemica esposta nel libro precedente. Costituendosi nella seconda parte come un dizionario della malattia redatto alla luce della sistemica transgenerazionale della famiglia, all'interno del quale appaiono i conflitti biologici della nuova medicina e i quelli che li originano a livello familiare, il testo diventa anche uno strumento diagnostico fondamentale per capire che le ragioni dei nostri malesseri derivano sempre dal modello di maschile e di femminile che la famiglia ci consegna. Un modello che offusca quel fondamento archetipico che costituisce l’unico ed efficace orizzonte di senso per l’espressione della nostra autenticità, e dunque per la libertà di essere quello che davvero siamo: maschi e femmine finalmente liberi di essere uomini e donne.


Il gioco - Le leggi naturali governano il caso


Manfred Eigen, Premio Nobel per la chimica nel 1967, e la sua collaboratrice Ruthild Winkler hanno voluto con questo libro uscire allo scoperto, esponendo in una trattazione complessa ma comprensibile per ogni lettore veramente interessato una teoria molto audace, basata su ricerche e scoperte di Eigen stesso e di altri (come per esempio Thom e Prigogine) che in questi ultimi anni sono al centro dell’attenzione degli scienziati, anche se non sempre sono filtrate al di fuori della loro cerchia. Questa teoria ha come perno la nozione di gioco: e non già in una o più delle innumerevoli accezioni della parola, ma in tutte, con l’aggiunta di una ulteriore accezione che sottende tutte le altre: il gioco come struttura intelligibile emergente dal divenire caotico, quindi come fenomeno «che ha guidato fin dall'inizio il corso dell’Universo». Gioco, in questo libro, è dunque un «fenomeno naturale», non specificamente umano. I giochi che noi tutti giochiamo sono soltanto la schiuma variegata di un flutto immane di altri giochi, che reggono la natura stessa. Tutto questo apparirà subito affascinante a chiunque, ma con la stessa immediatezza chiunque si porrà la domanda: come sarà possibile tramutare questa bella immagine in osservazione scientifica? Ora, una delle qualità eminenti di questo libro è appunto la estrema concretezza, la sorprendente capacità di applicare la teoria agli ambiti più diversi, di mostrare il gioco in azione ai livelli più lontani della realtà. In queste pagine si troveranno contributi oggettivi altamente specifici, e insieme collegati a una sola teoria generale, nei seguenti campi: teoria dell’evoluzione, economia, demografia, termodinamica dei processi lontani dall'equilibrio, teoria dell’informazione, ecologia, fisica delle particelle elementari, linguistica, musicologia. Non solo: Eigen e Winkler accompagnano questa loro teoria del gioco, cosmica e avvolgente, con la presentazione di una serie di giochi che ciascun lettore potrà giocare: questi giochi permetteranno di constatare in qual senso fenomenologie parallele (la crescita, l’evoluzione, l’equilibrio, la struttura degli acidi nucleici, il codice genetico) sono la conseguenza di caso (cieco) e regole (intelligibili). Via via che si procede nella spirale di questo libro, apparirà in evidenza come la categoria gioco sia in grado di offrire un’analisi più ricca della natura rispetto alla più antiquata (e finora dominante) descrizione in termini di legge (sia pure probabilistica), in quanto riesce a dar conto dell’alternarsi di regolarità e casualità negli eventi – e si avvicina così all'antico sogno di una visione unificata della natura.
- Antonella CromoBologna -

Faccio sempre gli stessi errori

martedì 2 dicembre 2014

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L’uomo sbagliato, l’amico approfittatore, il lavoro che opprime: quando ci ricaschi non combattere ma guarda dentro di te: e se quegli errori li cercassi tu?


Se un problema si ripresenta come una costante nella nostra vita, è inutile lamentarsi e prendersela con la sfortuna o con il destino cinico e baro. Anzi, la cosa migliore è agire in senso contrario ribaltando la prospettiva: siamo proprio noi, inconsapevolmente, a cercare quel problema! Possibile? Si, perché la nostra anima ci orienta sempre verso la direzione in cui è nascosta la nostra vera identità e solo incontrandola possiamo utilizzare tutte le energie interiori che fino ad oggi non abbiamo sfruttato e realizzare noi stessi. Se dunque la nostra identità si cela proprio in quello sbaglio, è lì che l’anima, inesorabilmente ci porta, fino a che non apriamo bene gli occhi… “Quando potrò finalmente essere felice?” ripetono molte persone, rinviando all'infinito il benessere. 

Se ritorna…non è per caso!
Le persone convinte di non poter essere felici fino a quando non avranno risolto “il loro problema” incontreranno continuamente casi simili, cercando “di chi è la colpa” e innescando così conflitti interminabili che avvelenano l’esistenza. Il grande psicanalista James Hillman diceva: “In un certo senso desideriamo i nostri problemi, ne siamo innamorati nella stessa misura in cui vorremmo liberarcene”. Impossibile? Eppure proprio quando sembra che le cose vadano meglio, capita che siamo proprio noi ad “andarcela a cercare”, ed ecco la ricaduta. Uno dei casi più evidenti è quello delle coppie in cui ci si lascia e ci si riprende a ripetizione: “Basta, non ce la faccio più! Lo lascio!”. Passa una settimana ed ecco la telefonata riparatrice . “So che non cambierà mai, che mi farà soffrire. Ma senza di lui non riesco a stare”. Da una parte vorresti liberartene perché ti fa soffrire, ma nello stesso tempo non puoi farne a meno, e appena si allontana lo insegui. Ma perché allora rincorriamo i problemi? La risposta è importante: perché l’anima sa che proprio lì si nasconde qualcosa di essenziale per la nostra esistenza, sa che quel problema racchiude una parte di noi che ha bisogno di essere conosciuta, che magari facciamo fatica ad accettare. Si tratta di una componente fondamentale del tuo carattere con cui hai un conflitto che chiede di essere accolta e ascoltata. Preme da dentro e orienta la vita, mandandoti continuamente in direzioni che ti appartengono, anche se ti fanno soffrire.

Dare voce al proprio sè
Numerose testimonianze di persone che soffrivano affermano che dopo aver riconosciuto “il vero nucleo del problema” che non era altro che interno a se stesse, hanno preso maggior consapevolezza di sé: “ Da quando ho capito che in amore voglio essere io quella che dipende - racconta Viola - ho smesso di cadere come una stupida tra le braccia di uomini che poi si approfittavano di me e della mia buona posizione economica. Ora so distinguere l’uomo…da un parassita!”. Quel che Viola ha compreso è che la persona con la quale il “problema ricorrente” si presenta in realtà non c’entra per niente con quel problema; la lotta è tutta fra te e un lato della tua personalità che neghi ma che ti appartiene e tu “usi” l’altra persona per mettere “in scena” il tuo conflitto! Se tutto questo è vero, vuol dire che gli ostacoli sono preziosi, che ne hai bisogno e che sei proprio tu a cercarli perché lì si celano quelle energie e capacità che aspettano solo di essere scoperte e sviluppate.

L'olio vegetale per massaggiare il bambino

martedì 18 novembre 2014

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La sostanza più adeguata che si possa usare per massaggiare il bambino è un olio vegetale (derivante semi, frutti, noccioli, erbe), spremuto a freddo, senza profumazioni. Gli olii spremuti a freddo conservano infatti le loro proprietà benefiche (mantenendo alti livelli di vitamine e calcio che andrebbero invece perdendosi con una spremitura a caldo); cerchiamo di capire perché.

La spremitura a freddo è un metodo meccanico per estrarre olii vegetali senza trattamenti chimici e senza scaldare il frutto o l’olio che da esso si trae; è quindi un metodo che garantisce la qualità del prodotto. Mano a mano che si innalza la temperatura, invece, si verifica un peggioramento delle caratteristiche chimiche dell’olio prodotto, degradandolo e facendone perdere le qualità specifiche.

Gli olii spremuti a freddo nutrono profondamente la pelle senza coprire i pori e lasciandola quindi traspirare. Inoltre, quando sono senza l’aggiunta di profumazione, sono commestibili e ben tollerati dall'intestino e dalla pelle: questo significa non vi è nessun problema anche se il bambino, durante il massaggio, si mette in bocca una manina o ciuccia quella della mamma. Inoltre questi olii non coprono l’odore specifico della mamma o del papà, facilitando il riconoscimento nel bebè.

L’unica attenzione da porre è che, essendo vegetali e senza conservanti, questi olii irrancidiscono più velocemente rispetto a quelli minerali e contenenti petrolati: è perciò consigliabile conservarli in luogo fresco e buio.


L’olio più consigliato per il massaggio infantile è quello di mandorle dolci, un olio ideale per tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili, grazie alla sua azione lenitiva e sedativa che lo rende molto ben tollerato dalla cute; è un olio viscoso che si assorbe lentamente ed è ideale anche in caso di eczemi o psoriasi. È comunque possibile spaziare e sperimentare diversi olii a seconda delle necessità e dei periodi dell’anno, per esempio:

· l’olio di avocado è elasticizzante e idratante, è ideale per la pelle molto secca, non unge e si irrancidisce meno rapidamente dell’olio di mandorle dolci

· l’olio di nocciolo di albicocca, molto simile all’olio di mandorle dolci, ha un profumo più fruttato, è adattissimo alla cura della pelle e contiene molte vitamine, anche se è facilmente deperibile

· l’olio di jojoba ha la consistenza della cera, è molto idratante e non lascia tracce d’unto, è inoltre inodore e si conserva a lungo

· l’olio di germe di grano è ricco di vitamina E e protegge la pelle dalle aggressioni esterne, ha però un odore molto forte

· l’olio di sesamo ha un’azione riscaldante e disintossicante, favorisce la circolazione e viene usato molto nella tradizione ayurvedica

· l’olio di cocco è solido a temperatura ambiente, è inodore, fortemente idratante e molto rinfrescante.

Potete provare le differenti proprietà dei vari olii su di voi e con i vostri bimbi, scegliendo insieme quello che vi piace di più e cogliendo l’occasione per farvi un bel massaggio! Buon massaggio a tutti!

Dieci alimenti "ferrosi"

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Quali sono gli alimenti più ricchi di ferro? E’ molto importante esserne consapevoli, per non far mancare al nostro organismo questo importante minerale. Il ferro viene assorbito attraverso la parete dello stomaco, entra nel sangue, si posiziona sull’emoglobina dei globuli rossi e poi da qui viene trasportato in tutte le cellule. I problemi derivanti dalla carenza di ferro sono molti. Infatti, se non ne assorbiamo abbastanza, le cellule non possono essere ossigenate in maniera adeguata, si infiammano e possono anche morire. Scopriamo quali sono gli alimenti che più possono aiutarci, garantendoci il giusto apporto di ferro, per evitare l’anemia.


ll fegato di manzo contiene molte proteine, una piccola frazione di carboidrati e delle dosi eccellenti di sali minerali e vitamine. E’ un prodotto dalle alte concentrazioni nutrizionali, che riesce a garantire un certo equilibrio tra i macronutrienti energetici. L’unico problema consiste nel fatto che è molto ricco di colesterolo.

Le cozze possiedono un buon contenuto di proteine ad alto valore biologico. La loro concentrazione di colesterolo è piuttosto elevata. Assicurano un apporto di acidi grassi moderato e hanno delle modeste concentrazioni di carboidrati. Non mancano i sali minerali, fra i quali è particolarmente abbondante il sodio.

I semi di zucca da mangiare sono quelli al naturale, non tostati e non salati. Sono perfetti per uno snack nutriente e veloce oppure possono essere aggiunti alle insalate. Se vengono macinati, possono essere anche consumati insieme alle verdure, ai cereali o ai legumi.

Le uova sono ricche di ferro, fosforo e calcio, sali minerali che si trovano soprattutto nel tuorlo. Ben rappresentata è la categoria delle vitamine, in particolare quelle del gruppo B. Nel tuorlo si ha un’alta concentrazione di carotenoidi. Inoltre le uova contengono la vitamina D, fondamentale per la crescita e la salute delle ossa.

I pistacchi, come tutta la frutta secca, sono capaci di favorire l’abbassamento del colesterolo nel sangue, riducendo il rischio delle malattie cardiovascolari. Questi vegetali sono ricchi di vitamina A, di ferro e di fosforo e costituiscono un cibo molto indicato come ricostituente del sistema nervoso. Attraverso i pistacchi l’organismo è in grado di rafforzare le difese nei confronti dell’azione dei radicali liberi.

La carne di cavallo, che dal punto di vista nutrizionale, si distingue per la sua magrezza. E’ consigliata agli sportivi, ai bambini in crescita, alle donne in gravidanza. Il ferro contenuto nella carne di cavallo risulta altamente bio-disponibile e può essere assorbito in percentuale maggiore rispetto a quello contenuto nei vegetali.

I legumi offrono incredibili benefici alla salute: possono abbassare il livello di colesterolo e riducono il rischio di diversi tipi di tumori. Specialmente se consumati insieme ai cereali, riescono a fornire all’organismo delle proteine complete, costituite da aminoacidi essenziali. Inoltre apportano all'organismo molte fibre, che costituiscono un ottimo rimedio contro la stitichezza. I legumi, introdotti nell’alimentazione, sono anche utili per dimagrire.

Il cioccolato fondente ha potere antiossidante, perché contiene concentrazioni elevate di composti polifenolici. Inoltre è ricco di minerali, soprattutto di ferro, di magnesio e di potassio, ha molti effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio e svolge una vera e propria azione antidepressiva. Ecco altri motivi per mangiare cioccolato.

L’amaranto è in natura privo di glutine, presenta un profilo completo per quanto riguarda il contenuto di aminoacidi, è ricco di calcio e contiene elevate quantità, oltre che di ferro, anche di fosforo e di magnesio. Molto elevato anche il suo contenuto di fibra. Può essere considerato un alimento altamente digeribile.

L’avena è un ottimo alimento lassativo. La sua assunzione viene consigliata soprattutto nei casi di depressione e di debilitazione, di insonnia e di nervosismo. Grazie alla presenza di molte vitamine del gruppo B e di sali minerali, può essere considerato un alimento energizzante, consigliato anche per chi è in convalescenza.

Topinanbur, una panacea per bile e fegato

giovedì 13 novembre 2014

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Questa gustosa radice, ottima cruda o cotta, è ricca di silicio e ripara i tessuti epatici; ma il topinambour rinnova anche midollo, pelle e capelli… Novembre è il mese ideale per gustare il topinambur,una radice bulbosa perenne che da qualche decennio gode del giusto riconoscimento, non solo in cucina ma anche nell'alimentazione naturale. Grazie al suo sapore particolare (è simile al carciofo) e alla sua peculiare consistenza, si adatta infatti a varie preparazioni: dal purè al pinzimonio, dal flan alle vellutate.


Oggi, però, è stato anche appurato che la radice di topinambur è un vero e proprio concentrato di elementi nutritivi indispensabili al buon funzionamento del nostro organismo soprattutto durante la stagione fredda. 

Combatte l’astenia ma non ingrassa

Il topinambur è un alimento molto energetico, ricco di vitamina A e C e di albumine, indicato per chi è stanco, spossato o appesantito da un’alimentazione troppo raffinata e calorica. In particolare è un toccasana per le persone inappetenti, asteniche, e per chi segue un regime alimentare leggero ed energetico, con problematiche digestive ed epatiche. Ha pochissime calorie (solo 30 kcal per 100 g di prodotto), quindi è consigliato nelle diete: sazia, dà energia e non ingrassa.

Il topinambur è anche un buon integratore alimentare per le donne che hanno appena partorito perché apporta sostanze che favoriscono l’allattamento. A differenza della patata è un ortaggio adatto anche ai diabetici perché non contiene amido ma inulina (come il carciofo e la cicoria), un carboidrato che quando viene digerito non sviluppa glucosio.

Buon disinfettante intestinale, è indicato anche in caso di stipsi e di digestione difficile.

Il topinambur è più facilmente digeribile e tollerato rispetto alla patata (sebbene sia molto simile nella sua composizione), in quando non appartiene alla famiglia delle Solanacee (come invece patata, peperone, melanzana e pomodoro, tutte piante che contengono solanina, una sostanza che può favorire stati infiammatori).

Disintossica l’apparato digerente

La vera novità emersa dagli ultimi studi di settore è che il topinambur è un alimento che possiede una potente azione disintossicante sul fegato. Ciò dipende dal fatto che è molto ricco di silicio (8%), una sostanza che ha un ruolo fondamentale nei processi di disintossicazione dell’organismo perché elimina i residui tossici. Il silicio è anche un potente rimineralizzante del tessuto connettivo e protegge la salute di capelli e unghie; se questi sono fragili significa che l’organismo richiede un apporto maggiore di silicio. Se non si rimedia a questa carenza potrebbe poi seguire una demineralizzazione ossea. Il silicio inoltre favorisce l’assimilazione del fosforo. Ottimo preso in gravidanza e negli stati in cui c’è carenza di questi elementi. Anche nei casi di aterosclerosi il silicio rende le arterie più elastiche e favorisce un’azione preventiva nei confronti dei disturbi del sistema circolatorio.
- from: Riza -

Fumigazioni di Rosa Mystica: note di cuore nell’aria.

lunedì 6 ottobre 2014

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Rosa Mystica è una famosa ricetta mediorientale utilizzata per le fumigazioni. Si dice che provenga dalla sapienza Sufi. Il segreto risiede nel profumo della Rosa damascena che per i Sufi rappresentava l’amore per Dio, ma anche l’unione mistica con il divino. Il profumo si disperde facilmente, ma, uniti a resine, i petali di rosa possono essere utilizzati per preparare miscele per fumigazioni. La rosa è stata sempre associata all’amore e al cuore, e non solo in ambito islamico. Basti pensare alla Visione della rosa raccontata da Dante quando in Paradiso giunge al cospetto dei Beati, prossimi a Dio. In India, si ritiene che le note della rosa rafforzino il chakra del cuore e leniscano le ferite affettive.


Ecco la ricetta:

Occorrono incenso (3 parti), mirra (2 parti), storace (1 parte), ladano (2 parti), petali di rosa (mezza parte) e sandaracca (mezza parte). Si tratta di sostanze vegetali ben note agli esperti arabi e mesopotamici (le vediamo qui sotto).

Una volta reperiti, gli ingredienti si pestano in un mortaio ma solo alla fine si aggiungono i petali di rosa. Non resta poi che mescolare bene. E poi? Poi abbiamo bisogno di un carboncino da ardere e di un incensiere riempito di sabbia. Si accende il carboncino tenuto con una pinzetta e lo si ripone sulla sabbia. Quando smette di crepitare ed è completamente acceso si ripone la miscela nella cavità del carboncino.

Alcune note sugli altri ingredienti della Rosa Mystica.

- L’incenso è la resina di Boswellia, pianta del deserto. Si associa alla sfera maschile ed è usato tradizionalmente anche a scopo curativo.
- La mirra, ben conosciuta dagli antichi Egizi, è la resina dall’albero Commiphora. Associata al principio femminile, per gli egizi era la lacrima del Dio Horus. Si utilizzava per calmare i malati. 
- Lo storace si ottiene riscaldando la corteccia di una pianta (Liquidambar orientalis), diffusa da sempre in Asia minore ed Egitto. Il profumo ha proprietà calmanti, ma anche seducenti.
- Il ladano è la resina di un arbusto, il Cistus creticus. In antichità il suo aroma era molto ricercato e il ladano si importava da Creta. 
- La sandaracca è la resina di un albero diffuso soprattutto sulla costa meridionale del Mediterraneo (Tetraclinis articulata). Effonde note balsamiche, un po’ fruttate.

10 rimedi naturali per la forfora

martedì 23 settembre 2014

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La forfora può rappresentare un problema antiestetico ed allo stesso tempo fastidioso, in grado di provocare sensazioni spiacevoli a livello del cuoio capelluto, come prurito e bruciore. I tanto pubblicizzati shampoo antiforfora spesso contengono sostanze attive adatte a contrastarla presenti soltanto in piccola quantità. Per tale motivo possono rivelarsi inefficaci. Nel caso non siate ancora riusciti a risolvere il problema della forfora, provate ad utilizzare con costanza uno o più dei seguenti rimedi naturali.


Aceto

Uno dei rimedi casalinghi da poter utilizzare contro la forfora è rappresentato dall'aceto di vino bianco o dall'aceto di mele. Alcune gocce di aceto possono essere diluite in acqua tiepida ed utilizzate per massaggiare il cuoio capelluto prima dello shampoo. E' inoltre possibile realizzare nello stesso modo un impacco da lasciare agire per tutta la notte, avvolgendo la testa in un asciugamano caldo prima di andare a dormire.

Olio di semi di lino

Un altro rimedio naturale considerato efficace per combattere la forfora è rappresentato dall'olio di semi di lino. Il suo utilizzo costante, in poche gocce, da massaggiare sul cuoio capelluto prima dello shampoo, può contribuire ad alleviare e via via a diminuire il problema della forfora. L'olio di semi di lino può essere acquistato nei negozi di prodotti alimentari biologici ed è solitamente inserito nel banco frigo, in modo che le sue proprietà rimangano inalterate.

Olio d'oliva e succo di limone

Per cercare di combattere la forfora in maniera naturale è possibile provare ad utilizzare un impacco casalingo preparato utilizzando dell'olio d'oliva e del succo di limone. Il succo di limone aiuta a liberare il cuoio capelluto dalle squame secche della forfora, mentre l'olio d'oliva contribuisce alla sua idratazione ed al suo nutrimento. L'impacco deve essere applicato sul cuoio capelluto umido prima dello shampoo e deve essere lasciato agire per 30 minuti. Per la sua preparazione è sufficiente mescolare 2 cucchiai di succo di limone fresco, 2 cucchiai d'olio d'oliva e due cucchiai d'acqua.

Gel d'aloe

Per prevenire la formazione della forfora e per contrastare il prurito da essa provocato, nel caso in cui sia ormai già presente, è consigliabile provare a coccolare il cuoio capelluto massaggiando su di esso delle piccole quantità di gel d'aloe vera prima di effettuare lo shampoo, lasciandolo agire il più possibile. L'applicazione del gel d'aloe può contribuire anche a calmare il prurito comparso improvvisamente in un punto del cuoio capelluto, grazie ad una rapida ed immediata applicazione.

Olio essenziale di Tea-Tree

L'olio essenziale di Tea Tree è considerato come il più versatile tra gli oli essenziali. Per quanto riguarda la forfora, esso viene utilizzato nella formulazione di shampoo eco-biologici adatti a risolvere tale problema. L'olio essenziale di Tea Tree è considerato particolarmente efficace in caso di forfora secca ed è ritenuto in grado di risanare la cute. E' possibile provare a testarne l'efficacia diluendone due sole gocce nella quantità di shampoo normalmente utilizzata al momento del lavaggio dei capelli. Gli oli essenziali sono estratti naturali concentrati molto potenti e per questo motivo devono essere impiegati con attenzioni e in minime quantità. Il loro utilizzo è sconsigliato in presenza di ferite e forti lesioni della pelle.

Argilla verde ventilata

L'argilla verde ventilata, acquistabile in erboristeria, può essere utilizzata per effettuare un impacco antiforfora da applicare sui capelli e da lasciare agire per 30 minuti prima di passare allo shampoo. Si tratta di un impacco adatto in particolare a forfora accompagnata da capelli grassi. Chi ha i capelli secchi può pensare di sostituire l'argilla verde ventilata con dell'argilla bianca. E' consigliabile massaggiare il cuoio capelluto con una parte dell'impacco, prima di completarne l'applicazione. Esso può essere preparato mescolando l'argilla con una pari quantità d'acqua. Ad esempio, a quattro cucchiai d'argilla corrisponderanno quattro cucchiai d'acqua. E' necessario mescolare i due ingredienti fino ad ottenere un composto cremoso per facilitarne l'applicazione.

Hennè neutro

Viene comunemente chiamato hennè neutro, ma non ha nulla a che vedere dal punto di vista botanico con l'hennè vero e proprio (Lawsonia inermis) utilizzato per donare ai capelli dei riflessi ramati. L'hennè neutro, ottenuto dalla Cassia italica o dalla Cassia obovata, è una polvere priva di principi coloranti, ma ricca di proprietà benefiche per i capelli. Un impacco preparato con acqua e hennè neutro contribuisce a contrastare la forfora e funziona da ricostituente per i capelli sfibrati. Bisogna procedere mescolando la polvere di hennè con acqua calda, fino ad ottenere un composto cremoso, da applicare sui capelli umidi o asciutti, massaggiando il cuoio capelluto, e da lasciare agire per un'ora prima dello shampoo.

Ortica

Un infuso a base di ortica può essere preparato al fine di ottenere una lozione da frizionare sul cuoio capelluto per frenare la comparsa della forfora. La sua preparazione è molto semplice. E' necessario porre in infusione in 250 ml di acqua bollente un cucchiaino di fiori d'ortica essiccati, per 10-15 minuti. L'infuso deve essere filtrato e lasciato raffreddare prima di essere applicato sulla cute. A tale scopo potrebbe essere utile trasferirlo in un contenitore spray.

Barbabietola

Una lozione adatta a combattere la forfora può essere preparata a partire dalla barbabietola. La barbabietola è ritenuta un formidabile rimedio naturale contro la forfora. In proposito è possibile portare ad ebollizione fiori e radici di barbabietola in semplice acqua. Il decotto dovrà essere filtrato e lasciato raffreddare prima di essere applicato sul cuoio capelluto, massaggiandolo con delicatezza prima di passare allo shampoo.

Gel di semi di lino

Un impacco adatto a combattere la forfora può essere preparato utilizzando i semi di lino. E' necessario mettere a bagno 50 grammi di semi di lino in 250 ml d'acqua per tutta la notte. In seguito, con il loro liquido, andranno portati ad ebollizione all'interno di un pentolino fino alla formazione di una sostanza gelatinosa. Il gel di semi di lino andrà filtrato ed utilizzato come impacco antiforfora, massaggiandolo sul cuoio capelluto e lasciandolo agire per almeno 30 minuto prima dello shampoo.
- from: greenme.it -